Italia
Trovato morto nel porto a 38 anni
Il giovane era caduto in acqua nella notte dalla barca di famiglia
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VIAREGGIO. Era arrivato nel fine settimana a Viareggio per dare un'occhiata ai lavori alla barca di proprietà della famiglia. Filippo Gibellini, trentotto anni, milanese, organizzatore di eventi e addetto alle pubbliche relazioni, è però morto la notte scorsa in circostanze ancora non del tutto chiare dopo una caduta (presumibilmente accidentale) nelle acque del porto di Viareggio. Il cadavere è stato rinvenuto ieri mattina anche se l'incidente è con ogni probabilità avvenuto nella notte (il medico legale ipotizza che il decesso sia avvenuto fra le 2 e le 4) ed è stato identificato nel pomeriggio dai genitori del giovane arrivati da Milano. Quando è stato trovato morto in acqua, Filippo Gibellini aveva i piedi scalzi, indossava una maglietta bianca, pantaloni di lino di colore chiaro e in tasca aveva un telefonino cellulare. Il corpo è stato subito trasferito all'obitorio dell'ospedale Versilia. Gibellini, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva portato a riparare una barca storica di ventitré metri intestata ad una società che fa capo alla sua famiglia presso il cantiere Del Carlo a Viareggio dove ieri mattina intorno alle 8 è stato trovato nelle acque del porto, fra la Darsena Italia ed Europa. Il corpo è stato avvistato da un operaio che stava eseguendo dei lavori su una barca ormeggiata di fronte al cantiere e che ha dato immediatamente l'allarme. Difficile poter ricostruire in che modo l'uomo sia caduto in acqua: non ci sono infatti testimonianze diretti, né ci sono segni di violenza sul corpo. La Capitaneria di Porto, la polizia e i carabinieri che sono intervenuti per i rilievi del caso propendono comunque per una morte accidentale. Sul corpo verrà effettuato lunedì un esame autoptico da parte del medico legale, dottor Stefano Pierotti, che già ieri mattina aveva effettuato una ispezione sommaria subito dopo il ritrovamento del corpo in acqua. Parcheggiata nella banchina in Darsena è stata invece trovata la Mercedes Classe A di proprietà dell'uomo con la quale era arrivato a Viareggio da Milano. Una volta appresa la notizia della disgrazia, sono partiti da Milano alla volta dell'ospedale «Versilia» la madre e il padre del giovane a cui è toccato il tremendo compito di riconoscere il cadavere del figlio. Una volta effettuateo l'esame autoptico, il magistrato che si occupa del caso provvederà a firmare il nullaosta per il trasferimento del corpo nel capoluogo lombardo dove saranno celebrati i funerali.
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