Il Tirreno

Versilia

Lavarone, lite tra Comune e balneari

Luca Basile
<b>LAVARONE.</b> Colline di lavarone sulla spiaggia di Tonfano
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LAVARONE. Colline di lavarone sulla spiaggia di Tonfano

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 MARINA. Un muro di lavarone sulla spiaggia di Tonfano. E così, come inevitabile dote di ogni estate, la Marina e i suoi Bagni (in questo caso si tratta di una decina, ndr.) riscoprono l'emergenza del rifiuto, portato dal mare; 1.000 tonnellate di materiale "spiaggiato" su un tratto di battigia lungo 700 metri, nella giornata di venerdì e poi accumulato, da parte degli stessi concessionari, in 9 "montagnette", mandano, infatti, al macero il fine-settimana del litorale. Gestione del lavarone che, al tempo stesso, fa trasalire la bile dell'amministrazione Lombardi; sotto accusa, infatti, il comportamento di quei concessionari che, «venendo meno ad un accordo sottoscritto lo scorso anno, pensato proprio per fronteggiare l'emergenza lavarone, ha deciso di raccogliere il rifiuto marino e di realizzare cumuli fronte spiaggia, quando le indicazioni al riguardo - spiega l'assessore Italo viti - sono ben altre. In sostanza, attendere che il fenomeno della mareggiata si completi e poi procedere con la raccolta solamente quando è già stato tutto predisposto per portare in discarica. Una soluzione, sottoscritta dall'associazione Balneari, che serve soprattutto a ridurre i quantitativi finali di raccolta, evitando, al tempo stesso, le montagne di lavarone sulla spiaggia, che creano disagio e sono maleodoranti. La decisione di una decina di balneari ci risulta, quindi, davvero poco comprensibile; hanno costretto i loro clienti a convivere con dei cumuli nelle immediate vicinanze e, allo stesso tempo, non hanno di certo ripulito il mare. Oltretutto, come da protocollo, non possiamo conferire nelle apposite discariche più di 100 tonnellate al giorno, senza dimenticare che per attivare la procedura di raccolta, nei casi come questi, servono le autorizzazioni sanitarie e, quindi, c'è una tempistica da rispettare».  Come a dire, che fino a domani pomeriggio i cumuli non potranno essere rimossi.  «Normalmente, per completare lo smaltimento di un così grande quantitativo servono almeno una decina di giorni. Il nostro auspicio è di potere rimuovere il tutto entro 4, 5 giorni. Resta però l'amarezza per un comportamento incauto e motivo di serio disagio», chiosa Viti.  A prendersela con i "suoi" stessi concessionari - che auspicavano un immediato smaltimento del lavarone per rendere accogliente la spiaggia nel fine-settimana - è il presidente di categoria Francesco Belli.  «Hanno sbagliato. Punto e basta. Il lavarone si accumula sulla spiaggia, quando si ha la certezza che sarà trasportato in discarica, non quando la mareggiata è in atto e la procedura non è stata ancora attivata. Un comportamento poco responsabile, che è motivo di danno anche per i clienti. A questo punto, vedremo, d'intesa con il Comune, che però ha pochi soldi in bilancio al riguardo, di cominciare a smaltire il lavarone già domani, anche se ci vorranno giorni per ripulire la spiaggia».  

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