Il Tirreno

Versilia

Nell’inchiesta di Cremona alcune intercettazioni tirano in ballo il tecnico del Viareggio

«Con le scommesse non c'entro»

Claudio Vecoli
Beppe Scienza, tecnico del Viareggio nella passata stagione
◗
Beppe Scienza, tecnico del Viareggio nella passata stagione

Scienza: «Sono amico di Parlato, ma non ho altra colpa»

2 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. Non rinnega la sua amicizia con Gianfranco Parlato, suo allenatore in seconda la scorsa stagione a Legnano. Ma non vuole che il suo nome sia accostato allo scandalo del calcioscommesse, in cui l'amico è invece pienamente coinvolto (ora è agli arresti domiciliari). Giuseppe Scienza, tecnico del Viareggio, non riesce a godersi la sofferta salvezza della squadra bianconera ai playout. E la notizia che alcune sue telefonate con Parlato siano finite negli atti dell'inchiesta della Procura di Cremona lo secca visibilmente.  Sotto la lente degli inquirenti sono soprattutto due telefonate fra Scienza e Parlato: la prima del 1º marzo scorso in cui si parla di una busta da consegnare al tecnico bianconero (ma in cui non si parla dell'eventuale contenuto); la seconda del 9 marzo in cui Scienza informa Parlato che la Guardia di Finanza lo ha chiamato per una banconota da 50 euro falsa (banconota che la Procura ipotizza espressamente possa far parte dei 2000 euro della presunta ricompensa per la combine di Benevento-Viareggio del 13 febbraio, conclusasi sul 2-2).  «Riguardo alla partita fra Benevento e Viareggio - spiega Scienza - sono ultracerto che la storia della combine sia stata completamente inventata da Paoloni, portiere del Benevento, che - come confermano anche le intercettazioni - non ha mai contattato nessun giocatore del Viareggio. Né ovviamente ha contattato il sottoscritto».  Riguardo alla posizione di Scienza riguardo alla partita col Benevento, il tecnico di Domodossola fa riferimento proprio ad una intercettazione di Parlato. «Agli atti risulta una telefonata di Parlato nella quale dice che se io avessi saputo di un tentativo per sistemare la partita fra Benevento e Viareggio avrebbe passato guai seri. Questo dimostra come tutti sapessero che non mi sarei mai prestato ad alcun tipo di accordo».  Riguardo alla busta di cui si parla nelle intercettazioni, Scienza ribadisce di non aver «mai ricevuto buste con soldi o altro da Parlato» ma semmai afferma di aver prestato lui del denaro al suo ex vice allenatore. «Quando, dopo l'esperienza comune di Legnano, io sono arrivato a Viareggio e lui si è ritrovato senza lavoro, io l'ho aiutato anche economicamente prestandogli delle somme di denaro. Una testimonianza concreta che credo sia abbastanza comune fra amici. E lui, di tanto in tanto, quando ne aveva disponibilità, mi ha restituito delle piccole somme».  Sull'episodio della banconota da cinquanta euro falsa per la quale sarebbe stato contattato dalla Guardia di Finanza, Scienza spiega infine che «quella banconota faceva parte di un versamento in contanti che ho fatto in banca ma che non ha niente a che vedere con Parlato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze