Sicurezza
Bilancio, la Corte dei Conti chiama a rapporto sindaco e consiglieri
◗
I banchi della Giunta comunale 3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Comune avvisato dalla Corte dei Conti, sezione regionale della Toscana: il 23 giugno le contestazioni mosse sul rendiconto 2009 saranno «portate all'esame della sezione con le controdeduzioni e osservazioni che l'Ente vorrà eventualmente far pervenire entro il 20 giugno». Siammo all'ipotesi di "pronuncia specifica" che viene emessa nell'ipotesi di gravi irregolarità. Comprensive di quelle che «costituiscono un rischio per gli equilibri di bilancio». Se ed in quanto - scrive ancora la Corte - «accompagnate e potenziate da altre connesse irregolarità e/o da sintomi di criticità gestionale». Va detto - per mettere tutte le carte in tavola - che una parte delle contestazioni affonda in criticità che vengono da lontano. E la Corte dei Conti lo scrive nero su bianco, per esempio, quando ricorda che le società partecipate dal Comune «hanno chiuso in perdita anche nei precedenti esercizi» utilizzando come data di riferimento il 2007 dell'allora sindaco Marco Marcucci. Ma il dito è inevitabilmente puntato su chi amministra da tre anni a questa parte senza aver invertito la tendenza ma, anzi, denotando «scarsa capacità di monitoraggio valutazione delle situazioni di bilancio». Come si evince - secondo l'accusa - dal fatto che il disavanzo 2009, pari a 5 milioni e 842.409,43 euro «si è determinato nonostante l'Ente, con il provvedimento di cui all'articolo 193 del Testo unico degli enti locali, abbia dato atto del permanere degli equilibri/abbia deliberato la salvaguardia degli equilibri generali». Ma anche, nonostante che la sezione della Corte dei Conti «con deliberazione 333 del 13 ottobre 2009, in sede di verifica del bilancio 2009, avesse rilevato e sotoposto all'attenzione dell'Ente la presenza di sintomi di precarietà degli equilibri che possono aver contribuito alla realizzazione dei risultati di consuntivo nei termini rappresentanti». Come a dire, Comune avvisato... Tra le contestazioni mosse, la Corte elenca «difficoltà nella gestione delle entrate», la «presenza di debiti fuori bilancio generati dall'acquisizione di beni e servizi a denotare sintomi di difficoltà della struttura nel rispetto delle procedure di spesa», «l'aumento nel 2009 del volume dei debiti fuori bilancio che prospetta rischi sempre più significativi per gli equilibri di bilancio». Tra i debiti fuori bilancio cui si fa riferimento, anche quelli approvati dal consiglio comunale (la sola maggioranza) in relazione all'acquisto di auto e moto per la polizia municipale all'indomai del disastro ferroviario. Ma c'è di più. Lo sguardo della Corte arriva fino al 2010: «Il ricorso ad anticipazioni di tesoreria - continua la bozza di delibera che sarà discussa il 23 - denota difficoltà nella gestione dei flussi di cassa, riscontrate anche nel corso della gestione 2010». A questo si somma «l'utilizzo di cassa per impieghi di parte corrente di fondi aventi specifica destinazione, ma non ricostituiti al 31 dicembre 2009, evidenzia criticità nella gestione di cassa e la necessità della ricostituzione dei fondi in oggetto». La bozza è indirizzata al consiglio comunale, al sindaco, ai revisori. Per il solo Lunardini c'è una nota specifica. Nella quale, sul "fronte" società partecipate, si contesta al Comune di aver proceduto «a deliberare in merito al rispetto delle finalità istituzionali da parte delle stesse». La Corte mette inoltre in evidenza alcune «incongruenze» e segnala che «sebbene l'Ente sia pervenuto ad una medesima quantiifcazione della spesa 2008 in sede di rendiconto 2008 e preventivo 2010, le componenti incluse/escluse per la determinazione della stessa sono diversamente indicate». Infine, «in ordine agli atti del rendiconto, si ritiene di rappresentare le seguenti situazioni di irregolarità il cui ripetersi va evitato: la mancata deliberazione del rendiconto in termine di legge». L'amministrazione Lunardini ha nove giorni per produrre le carte a difesa e decidere se il sindaco intende intervenire, o farsi rappresentare, il 23 in sede di decisione sul sì o no alla pronuncia specifica. In Comune la discussione è aperta, e c'è chi dice che non importa. Intanto, però, il consiglio comunale non è ancora stato informato della nota che lo riguarda (datata 8 giugno) e che il presidente Paolo Spadaccini ha sul tavolo da qualche giorno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
