Finanza
Il senatore Baldini è fiducioso: «Due giorni per convincere il Governo». Granaiola chiede di azzerare tutto
Gare "blindate" per le concessioni
Luca Cinotti
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LA PROTESTA E LA PROPOSTA. A sinistra una manifestazione dei balneari davanti al centro congressi Principe di Piemonte Sopra, il senatore Massimo Baldini Un emendamento al decreto sviluppo consentirebbe di favorire i titolari
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VIAREGGIO. La strada è stretta, strettissima. Eppure, sembra proprio l'ultima chiamata possibile per i balneari per evitare di essere investiti in pieno dall'effetto Bolkestein: un emendamento, presentato dal deputato abruzzese del Pdl Sabatino Aracu, per modificare il decreto sviluppo "blindando" le gare per le concessioni demaniali in favore del titolare. Perché una cosa traspariva chiara dal convegno organizzato ieri mattina dall'Università di Pisa sulle concessioni demaniali alla luce del decreto sviluppod: sarà difficile, molto difficile, sottrarsi a un qualche tipo di procedura pubblica. Il clima intorno al decreto sviluppo, in corso di conversione alla Camera, l'ha spiegato il senatore azzurro Massimo Baldini, uno dei relatori: «Non è possibile pensare allo stralcio delle norme per poi discutere da qui a fine 2015. È possibile che ci sia un periodo di instabilità politica, bisogna ottenere dei risultati ora». Risutlati che possono arrivare «con interventi chirurgici». Come quelli previsti dall'emendamento Aracu, sostenuto da Baldini (e applauditissimo dai tanti balneari presenti), che modifica due articoli del codice della navigazione. Il primo, il 37. regola le concessioni in presenza di più domande: l'emendamento aggiunge, dopo le parole "è preferito il richiedente che offra maggiori garanzie", la frase "di professionalità, di esperienza e di affidabilità acquisite nel settore". Un ritratto che si attaglia alla perfezione alle imprese balneari versiliese ed italiane. A scanso di equivoci, il criterio di preferenza viene esteso anche a strumenti come il diritto di superficie, intorno al quale ruota il decreto. Inoltre, un'ulteriore aggiunta prevede che nel caso di un subentro del concessionario, quest'ultimo paghi al precedente titolare "un indennizzo corrispondente al valore commerciale dell'azienda". La seconda modifica che Aracu ipotizza è quella dell'articolo 42, sulla questione dell'amovibilità (e dell'incameramento): in sostanza, vengono definiti amovibili (e quindi non reclamabili dallo Stato) tutti i manufatti che, anche se infissi al suolo e realizzati con opere murarie, possono essere comunque rimossi con il ripristino dei luoghi. Diversa, invece, la ricetta della senatrice Pd Manuela Granaiola: «Bisogna sostenere la nostra peculiarità e difenderla anche in Europa». Prima, però, «andrebbe cancellato tutto l'articolo tre (quello sulle concessioni, ndr)»: insomma, l'operazione di stralcio che - però - porterebbe a una riapertura del tavolo con il ministro Raffaele Fitto, visto con diffidenza dai balneari. Comunque sia, i tempi sono strettissimi: «Entro un paio di giorni - dice Baldini - dovremo convincere maggioranza e governo. In ogni caso il testo che uscità dalla Camera srà quello definitivo».
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