Il Tirreno

Versilia

Mautica. Gli operai dei Cantieri di Pisa in piazza e sull’Aurelia dopo lo stop della firma della vendita a Giuseppe Balducci

«Noi vogliamo Overmarine per Baglietto»

Gli operai dei Cantieri di Pisa ieri in strada Sotto Giuseppe Balducci titolare di Overmarine
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Gli operai dei Cantieri di Pisa ieri in strada Sotto Giuseppe Balducci titolare di Overmarine

Al centro della questione le incertezze sulle concessioni demaniali di Varazze e la Spezia

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 VIAREGGIO. «Chiediamo alle istituzioni di stare al nostro fianco e alla città di svegliarsi per difendere il proprio Cantiere. Overmarine, allo stato, è l'unica soluzione possibile per mantenere l'attività industriale e salvare i posti di lavoro».  Lo ha detto ieri il segretario provinciale della Cgil di Pisa, Gianfranco Francese, durante l'incontro tra una delegazione di lavoratori dei Cantieri di Pisa (Gruppo Baglietto) e il sindaco Marco Filippeschi e l'assessore alle attviità produttive Giuseppe Forte.  Ieri un centinaio di persone ha sfilato per le vie di Pisa per far sentire la propria voce di fronte al rischio che la trattativa con l'azienda viareggina salti definitivamente dopo la mancata firma sul rogito del passaggio di proprietà decisa ieri dall'ad di Overmarine, Giuseppe Balducci, in assenza da parte del liquidatore, Federico Galantini, di precise garanzie sulle concessioni demaniali dei cantieri di La Spezia e Varazze (Savona).  «Lo abbiamo detto lo scorso anno - ha aggiunto Francese - e lo ribadiamo oggi il nostro no a qualunque soluzione che sia solo finanziaria e non assicuri le dovute garanzie relativamente alla ripresa produttiva e al mantenimento dei livelli occupazionali».  Dal canto suo il Comune, ha detto Filippeschi, «farà la sua parte e vigilerà sugli sviluppi futuri, anche mettendosi in contatto con le istituzioni liguri per fare in modo che questa vicenda si chiuda favorevolmente per i lavoratori con una ripresa produttiva che, a Pisa, ad esempio può avvenire subito visto che già ci sono in cantiere almeno tre yacht da portare a compimento».  Oggi i lavoratori, hanno spiegato gli stessi dipendenti dei Cantieri di Pisa, torneranno «in piazza per sensibilizzare l'opinione pubblica: stiamo vivendo da 40 giorni dentro il cantiere e continueremo a farlo finchè non si arriverà alla conclusione positiva della vicenda, anche perchè oltre ai nostri ci sono a rischio anche altri 200 posti di lavoro dell'indotto».

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