Trasporti
Terminate le prove sulla cisterna
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Una rosa sulla cisterna ed il presidio di martedì Periti di nuovo a Lovere il 30 giugno e primo luglio
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VIAREGGIO. Si sono conclusi ieri pomeriggio gli accertamenti su vagoni e locomotiva del treno merci coinvolto nel disastro alla stazione di Viareggio del 29 giugno 2009, nell'ambito dell'incidente probatorio per l'inchiesta condotta dalla procura di Lucca sulla strage costata la vita a 32 persone. I tecnici, dopo avere ispezionato ieri e stamani a Viareggio la cisterna da cui fuoriuscì il gas che provocò l'esplosione, si sono recati a Livorno e a Calambrone per visionare il locomotore e gli altri vagoni-cisterna del convoglio. Alle operazioni hanno preso parte anche alcuni rappresentanti dei familiari delle vittime, con l'associazione "Il mondo che vorrei" e gli esponenti dell' Assemblea 29 giugno. «I periti hanno eseguito foto e controllato attentamente il locomotore - ha spiegato Riccardo Antonini, consulente di una parte lesa e membro dell'Assemblea 29 giugno, riferendo degli accertamenti svolti a Livorno -. Terminato questo sopralluogo ci siamo spostati a Calambrone dove ci sono 9 cisterne delle 14 che trasportava il treno, 4 si ribaltarono e per fortuna non si sono rotte. I periti hanno fotografato anche in questo caso le cisterne». Ieri sera l'incontro con i periti di parte e l'organizzazione delle inziative per il prossimo 29 giugno, secondo anniversario della strage. «Inoltre - ha annunciato Antonini - il 30 giugno e il 1 luglio torneremo a Lovere (Bergamo), negli stabilimenti della Lucchini, dove i periti porteranno le varie risultanze in base ai sopralluoghi effettuati in questi giorni». Ieri mattina, prima di spostarsi a Livorno, periti, legali, agenti della Polfer si sono dati di nuovo appuntamento alla cisterna, lungo i binari della stazione. I periti del giudice per l'indagine preliminare hanno lavorato ancora sullo squarcio, confronto nuovamente - dopo la giornata di martedì - la "ferita" nel bombolone di Gpl con i modelli costruiti in laboratorio dai periti di Ferrovie. Che, nella due giorni toscana, hanno messo in campo un bel pressing in difesa della loro tesi: a forare la cisterna non fu il picchetto, come ormai vanno sostenendo davvero tutti dopo le prove eseguite sul bombolone, ma la piegata a zampa di lepre (un pezzo dello scambio). D.F.
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