Il Tirreno

Versilia

La ricetta anti crisi di Emilio e Bona

Sara Lemmetti
Uno scorcio della sala di «Emilio e Bona»
◗
Uno scorcio della sala di «Emilio e Bona»

Il ristorante reso celebre dagli artisti piace anche ai russi

3 MINUTI DI LETTURA





 CAMAIORE. Ricavato da un vecchio frantoio, posto in un'oasi verde sul fiume Lombricese, da 32 anni è il ristorante Emilio e Bona. Entrando, troviamo il proprietario Luigi Cappelli e la moglie Bona Pardini, persone squisite e alla mano con le quali si parla volentieri. Alle pareti numerose fotografie ritraggono personaggi dello spettacolo, della cultura e mondo dello sport.  «Non scrivete i nomi di queste persone - dice Luigi - non mi piace fare pubblicità per i clienti che vengono. Voglio che la gente parli della cucina di mia moglie e di mio figlio Massimiliano».  Un ristorante a conduzione familiare, che vanta la presenza in tutte le guide gastronomiche e che da anni è considerato uno dei migliori della provincia di Lucca. «A cosa è dovuto questo successo? Probabilmente alla nostra cucina, genuina, realizzata con prodotti di alta qualità e di stagione. Principalmente facciamo piatti di terra, come manzo, agnello, coniglio. Abbiamo una grande varietà di zuppe, risotti e tordelli. Tutto accompagnato da vini toscani e non, funghi e tartufi di prima scelta e preparato seguendo le ricette segrete della Bona».  Anche a Camaiore, come nel resto della provincia, assistiamo alla continua nascita di ristoranti, pizzerie e trattorie. Vanno di moda per un certo periodo, poi chiudono. Risentite voi di questa crisi?  «Diciamo che adesso è un momento un po' particolare per coloro che si occupano di ristorazione. Noi abbiamo cercato di fare sempre meglio, migliorando i piatti e il locale. Oggi molti ristoranti aprono e lavorano, a discapito della qualità, per accontentare la massa, il turista. Noi non siamo mai andati dietro alle mode. Abbiamo sempre fatto ciò che ci piaceva. Il fatto è che una volta, ai tempi d'oro, il ristorante era sempre pieno, a volte eravamo costretti a mandar via i clienti, avendo gli 80 coperti occupati. Ora non succede. Pur facendo un tipo di cucina differente ed essendo un ristorante rivolto a una clientela particolare, la nascita continua di ristoranti ci tocca in quel senso. Ma siamo tranquilli, resistiamo».  Quando avete iniziato ad occuparvi di ristorazione?  «Era il 12 gennaio del '79, avevamo un bar-alimentari a Casoli, quando nel paese cominciarono a comprare case molti artisti e critici. Franco Russoli chiese a mia moglie di cucinare per loro, e lei fece una cena a casa. Da quel momento iniziammo a fare merende e cene per questi amici speciali, apparecchiando in piazza e avendo un discreto successo. Dopo la frana avvenuta a Casoli in quegli anni, siamo stati costretti a spostarci, e abbiamo deciso di rilevare questo posto, che era già un ristorante. Come mai Emilio e Bona? Bona è la Bona, mia moglie. Emilio era mio padre, tutti avendo l'alimentari per riferirsi a noi dicevano: "Vado da Emilio". Ho deciso di lasciarlo, perché per il paese e per gli artisti ci chiamiamo così. Inoltre, mi sembrava un bell'omaggio dedicato a mio padre che ha iniziato questa attività».  Il rapporto con gli artisti è continuato nel tempo?  «Siamo nati con quelli di Casoli e continuiamo ad andare avanti con artisti di livello anche internazionale. Ogni artista che passa di qua, principalmente nella stagione estiva, ci lascia un ricordo. Abbiamo molti quadri esposti regalati da loro, perché tutti volevano lasciare un segno della presenza qua. Igor Mitoraj, Fernando Botero, Pietro Cascella, Fausto Liberatore, Rosario Murabito, sono gli autori delle opere esposte nel salone».  Che tipo di clientela accogliete?  «Non mandiamo via nessuno, ovvio, ma il livello della nostra clientela si vede dall'apparecchiatura (tovagliato candido, porcellane, cristalli e centrini fatti all'uncinetto usati come sottopiatto. ndr). Più che altro proveniente da Forte e dalla Russia. In questo modo ci facciamo conoscere a livello internazionale. Diciamo che il livello è medio alto, perché il nostro obiettivo è fare del nostro meglio. Coccoliamo qualsiasi tipo di cliente, che paga volentieri la qualità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web