Il dolore
La Cgil sprofonda sotto i debiti
Per la corrente di sinistra si parla di 3 milioni di euro
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VIAREGGIO. L'assemblea dell'area programmatica "La Cgil che vogliamo" si è riunita a Viareggio ed ha esaminato la grave situazione, in cui - secondo la corrente di sinistra - versa la Cgil della Provincia. È stata evidenziata «la divaricazione tra l'atteggiamento tergiversante della Cgil ed il potenziale di lotta, che hanno espresso i lavoratori con lo sciopero generale del 6 maggio, costruito con le lotte dei mesi scorsi da Pomigliano a Mirafiori, manifestando una volontà di contrastare con decisione la strategia di attacco ai diritti e al salario, a partire proprio dallo svuotamento del contratto nazionale che porta avanti Confindustria, le altre associazioni padronali e lo stesso Governo». Per l'area programmatica "La Cgil che vogliamo", «se a livello nazionale la strategia della Cgil appare ancora ondivaga, nella Provincia la Cgil è, invece, completamente ingessata, incapace di assumere iniziative dai temi della crisi, a quelli delle politiche sociali, tutta proiettata al suo interno e aggrovigliata su sé stessa sotto il peso di una situazione economico-finanziaria, grave per le dimensioni (oltre 3 milioni di debito), per le sue caratteristiche e le responsabilità ad essa collegate». Fattori già evidenziati e che avevano portato alla richiesta di ispezione fatta al Segretario organizzativo della Cgil Nazionale lo scorso 7 dicembre 2010. L'assemblea ha rilevato «come le responsabilità di questa grave crisi debbano essere ascritte al gruppo dirigente e individuate in quei dirigenti che hanno governato la Cgil negli ultimi anni, ricoprendo gli incarichi di maggiore responsabilità a partire dalla Segretaria Generale, dal responsabile organizzativo e dagli altri amministratori delle società partecipate». La storia della Cgil e delle scelte organizzative, dall'unificazione provinciale in poi, evidenziano «che l'indebitamento a breve della Cgil si è raddoppiato negli ultimi 5 anni con un aggravio di oltre 400.000 euro, ascrivibili all'operato della precedente segreteria, ma ancor più grave risulta la gestione delle società Centro Servizi Cgil e dell'Agenzia Proteo, che graverà sulla Cgil per un ulteriore milione di euro». Le scelte compiute dagli amministratori delle società, che - sostiene area programmatica - non sono mai state condivise e nemmeno conosciute dagli organismi dirigenti della Cgil, hanno affossato le società stesse ed alla Cgil e alle migliaia di iscritti che abbiamo nella nostra Provincia toccherà farsene carico. «La gestione dell'agenzia Proteo è stata scellerata e a questa responsabilità non possono sfuggire gli amministratori, tra cui la segretaria generale della Cgil ed altri due (uno ex) componenti della segreteria. Sbagliata è anche la modalità con cui è stata gestita questa fase, con continui ritardi e rinvii, senza idee e con comportamenti arroganti nei confronti del lavoratori dell'agenzia che nessuna responsabilità hanno per le scelte sbagliate di chi l'ha diretta e amministrata. L'area programmatica "la Cgil che vogliamo" respinge la tesi secondo cui «anche la Cgil, come le peggiori aziende private, scarica sui lavoratori i propri ritardi e le proprie incapacità, prospettando di farsi carico dei debiti per salvare i dirigenti della Cgil e di licenziare i lavoratori che non hanno colpe». Sulla vicenda è gravissimo il silenzio della segreteria provinciale, il Coordinatore dell'Area ha più volte sollecitato, senza ricevere risposte, la segreteria a fornire all'area programmatica tutte le informazioni come prevede lo statuto, pertanto l'assemblea ha «dato mandato al coordinatore per denunciare alla Commissione di Garanzia questo ennesimo comportamento fuori dalle regole della Cgil, sollecita la convocazione di un Direttivo specifico».
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