Sicurezza
Bloccate le otto ville dei russi
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STOP. Molino e, in alto, il cantiereIl cantiere in via Carrara non è cominciato nei tempi previsti
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FORTE. Sarà stato, forse, il mercato immobiliare che, a detta degli operatori, permane piuttosto gelido, o forse saranno state questioni più specifiche legate alle proprietà, fatto è che i cantieri non hanno iniziato a costruire nei termini di legge e così il Comune ha deciso ieri di cancellare i permessi di edificazione di ben otto ville in quel di Vittoria Apuana, nella zona che sta diventando sempre più la "Roma Imperiale" del nord della capitale vip della Versilia: si tratta delle abitazioni che - qualche anno fa - erano state presentate come un vero e poprio "villaggio per russi" all'incrocio fra via Francesco Carrara e via padre Ignazio. Il comune attraverso gli uffici preposti, ha emesso provvedimenti di decadenza dei permessi di costruire per le otto ville, i cui cantieri sono ben visibili nella zona che, un tempo, ospitava un rigoglioso boschetto. Il motivo è uguale per tutti i provvedimenti: la decadenza del titolo edilizio, che tradotto dal burocratese significa che le proprietà non hanno provveduto a dare inizio ai lavori entro il termine stabilito dalla legge, per l'edificazione della nuova costruzione prevista nel progetto, per il quale era stato rilasciato il permesso di costruire. Le normative, attuali, infatti, impongono che il termine per l'inizio dei lavori non debba essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo. Quello di ultimazione dei lavori, entro il quale l'opera dovrà essere completata, invece, non deve superare i tre anni dall'inizio dei lavori. Come si ricorderà analogo fatto (finito poi davanti ai giudici, fino al Consiglio di Stato, ma con esito finale favorevole alla municipalità) avvenne due anni fa con le ville previste nell'area dell'ex Hotel Adams sul viale Italico, sempre a Vittoria Apuana. «Non entro nel merito dei provvedimenti emessi dal nostro ufficio - ha spiegato l'assessore all'urbanistica, Michele Molino - ma devo, purtroppo, prendere atto con amarezza che se dopo più di un anno dal rilascio della concessione non sono stati avviati i lavori, tappezzando però al contempo i luoghi di grandi cartelli che promuovono la vendita delle future ville, è segno che quelle operazioni non rispondevano ad una reale esigenza del territorio. Le otto ville rientrano nelle grandi operazioni immobiliari pianificate negli anni passati e fino al 2006. Noi abbiamo voluto voltare pagina - conclude Molino - e grazie al Piano Prima casa il nuovo edificato sul territorio sarà rivolto al a soddisfacimento delle esigenze abitative dei nostri cittadini e non a quanti vedono Forte dei Marmi come l'Eldorado del settore edilizio». Non è la prima volta che il cantiere, di proprieta della Fdm (società che fa capo alla milanese Lagare) sale agli onori della cronaca. All'investimento, infatti, si era dichiarato interessato anche l'imprenditore massese Federico Marcellusi, insieme alla moglia Natalia Palchina. Marcellusi, tuttavia, non era mai entrato in possesso dell'area, né delle società che si sono susseguite nella proprietà. Più recentemente, il Tirreno aveva scritto come sui lavori per la realizzazione delle ville c'era stato anche l'interessamento (vano) di un presunto appartenente alla Sacra Corona Unita. Una notizia che è stata anche alla base dei sopralluoghi che sono sfociati nell'annullamento dei permessi.
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