Attenzione
L'assile che si è rotto aveva già avuto guai prima della revisione
Donatella Francesconi
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VIAREGGIO. Le carte dell'inchiesta sulla strage di via Ponchielli sono un racconto dell'orrore che sembra non avere fine. Ad ogni riga delle relazioni firmate dall'ispettore capo della Polfer, Angelo Laurino - e frutto del lavoro congiunto con i suoi colleghi - il cuore fa un balzo. «Le due sale (asse più ruote, ndr) interessate dall'incidente - scrive Laurino il 22 febbario 2010 - erano state sottoposte ad una revisione di livello IS2 presso le Officine Zos di Trnava (Slovacchia, ndr) che aveva avuto termine il 13 luglio 2002». Nel 2008 - continua la relazione - «il carro era sotto controllo di DB Railion che lo scartò allorché fu riscontrata una sfaccettatura sulla ruota dell'assile 98331». Esattamente quello che un anno dopo si è spezzato a Viareggio causando la morte di 32 persone, luti e distruzione. Il 23 agosto 2008 - prosegue Laurino - «le due sale furono consegnate a Gatx per la riparazione». Che avvenne «presso le officine Gatx Jungenthal di Hannover dove, dovendo riprofilare la ruota, subirono una nuova revisione di livello IS2 che avvenne nel novembre 2008». Le stesse sale prendono poi la via di Bozzolo (Mantova) dopo che l'officina Cima riparazioni (quella di fiducia di Trenitalia) ha riscontrato anomalie su altre due sale sul carro che poi trasporterà il carico mortale da Trecate a Gricignano, con fermata-killer a Viareggio. Questo per quanto riguarda il materiale relativo a "sotto" il carro. Ma sopra? Il carro cisterna era soggetto a procedura di cabotaggio: quell'insieme di verifiche per autorizzare a circolare in Italia il carro cisterna proveniente dall'Europa. In realtà - è la ricostruzione della Polfer - ci si è fermato a quanto dovuto per la cisterna, ritenendo l'amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, che la procedura prescritta fossa da applicare solo ai contenitori sovrastanti la struttura del carro. Ma la procedura - è l'obiezione di Laurino - «non parla di serbatoio o cisterna, ma si carro cisterna». Dunque, conclude la Polfer, il carro in questione «è stato messo in circolazione senza che fosse eseguita la procedura di cabotaggio». Che, resta assodato, «avrebbe dovuto essere stata attivata da Trenitalia Cargo».
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