Il dolore
Art. 12: i diritti dei bimbi a teatro
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Sopra un momento dello spettacolo Art. 12 in scena al teatro comunale il 25 maggio Grande recita di fine anno degli alunni delle quinte A e B delle Pascoli
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PIETRASANTA. «Il bambino deve esprimere la propria opinione su tutte le cose che lo riguardano; quando si prendono decisioni che lo riguardano, prima di decidere deve essere ascoltato». Questo è l'articolo 12 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia ed è stato anche il titolo dello spettacolo di fine anno messo in scena dalle classi terze, quarte e quinte (sez. A e B) della scuola primaria Giovanni Pascoli di Pietrasanta. È stato messo in scena il 25 maggio scorso, al Teatro Comunale esaurito di pubblico (ovvero mamme, babbi e nonni). «Ero molto agitata quando sono salita sul palco» racconta Elisa per tutti, «mi vergognavo e temevo di sbagliare» aggiunge Sofia, «mi batteva il cuore a mille a mille e quasi dimenticavo la mia parte» rincara Cecilia. Solo chi già aveva calcato le scene mostrava un cuore da leone: «non ero agitata come la prima volta» osserva Olga. Per tutti, però, ha prevalso il desiderio di mettersi in gioco: «le emozioni che porti con te sul palco sono molte, soprattutto la paura, ma poi ti butti decidendo che o la va o la spacca» sintetizza Maria. «Non mi sono emozionato molto, direi piuttosto divertito» dice Alessandro. È stato grazie a Stefania Luisi dell'associazione Colombe che tutto è potuto diventare realtà. "Art. 12" è partito dall'idea di ribaltare i ruoli, di spiegare agli adulti la via da percorrere nel relazionarsi con i più piccoli. «Così noi bambini ci siamo messi all'opera, coinvolgendo le insegnanti che da cinque anni ci accompagnano con professionalità nell'importante percorso educativo». L'avventura è iniziata a gennaio: prima di allora i ragazzi delle Pascoli erano semini, piantati in un terreno arido. «Stefania ha scelto per noi un suolo fertile, ci ha accuditi, annacquati e insieme siamo diventati alberelli. Durante la serata sono maturati i frutti, dapprima acerbi per la paura da palcoscenico, poi sempre più dolci mano a mano che arrivavano gli applausi dalla platea». «Stefania è stata molto paziente con noi perché siamo un branco di matti» racconta Melissa. Contenti gli alunni hanno realizzato il loro piccolo sogno: uno spettacolo in cui si sono impegnati a fondo, tanto da far dire a Leonardo ed Ayoub «da grande diventerò un attore». «Un successone direi, supportato da applausi, commozione, risate, suspance che hanno reso la nostra recita di fine anno un piccolo capolavoro. Almeno per noi così è stato!». La 5 B aveva il compito di imitare i genitori esasperando i peggiori atteggiamenti: mentre camminano intenti a parlare al cellulare, senza badare a cosa accade attorno, travolti dalla quotidianità. Per calarsi nella parte hanno indossato collane, cappotti, valigette, borse e telefonini. «A camminare sul palco mi sono sentito in imbarazzo perché i vestiti mi arrivavano alle ginocchia» commenta Samuele. Hanno recitato con convinzione alcuni degli articoli della convenzione Onu sui Diritti sull'Infanzia, per ricordare agli adulti che sono bambini ma con idee e necessità, non solo doveri. «Ne sapevamo poco, adesso siamo cresciuti anche in questa consapevolezza». Infine con determinazione hanno urlato alcune delle contraddizioni che ascoltano da padri e madri come: «la rabbia non è bene ma essere cattivi conviene» oppure «bisogna andare a scuola ma la scuola com'è non serve a niente». Ecco i nomi dei ragazzi che hanno scritto l'articolo: Alessandro, Ayoub, Beatrice, Cecilia, Clarissa, David, Elisa, Giorgia, Giovanni, Greta, Jessica, Leonardo, Maria, Matteo, Melissa, Nicola, Nicolò, Olga, Samuele, Sofia.
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