Il Tirreno

Versilia

Muore a 36 anni nel suo ristorante

Matteo Tuccini
<strong>CUOCO. </strong>Un’immagine di Francesco Commodaro ai fornelli
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CUOCO. Un’immagine di Francesco Commodaro ai fornelli

Chef stroncato da malore pochi minuti dopo l'ingresso al lavoro

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PIETRASANTA. Aveva appena indossato la sua divisa da cuoco per un'altra giornata lavorativa nel suo nuovo ristorante, il Mignon, aperto con l'amico appena due settimane fa in viale Oberdan. E quando la mamma, arrivata nel locale dopo di lui (erano circa le 8,30) ha cominciato a chiamarlo, senza ottenere risposta, si è allarmata. È stata lei a vedere Francesco Commodaro, 36 anni, riverso e immobile in fondo alle scale che portano in cucina.  La donna, a quel punto, ha iniziato a gridare: «Aiuto, il mi' bimbo è caduto dalle scale, aiutatelo». Subito colleghi e passanti accorsi hanno chiamato i soccorsi, ma quando sul posto sono arrivati gli agenti della polizia municipale il cuore di Francesco aveva già smesso di battere. E nonostante l'intervento dei sanitari del 118 non c'è stato nulla da fare.  Francesco Commodaro, residente a Pietrasanta e figlio d'arte (il padre è uno chef notissimo in Versilia), è morto così, in pochi minuti. Probabilmente a ucciderlo è stato un aneurisma cerebrale, che non gli ha dato scampo. Lascia la moglie incinta di 5 mesi. Secondo alcune testimonianze, sia lei che la mamma avrebbero accusato lievi malori all'ospedale Versilia dove il 36enne è stato trasportato. «Non riusciamo ancora a crederci». Ore dopo la tragedia gli amici erano ancora sotto shock.  «Quello che è successo è incredibile - raccontano - un momento prima Francesco era lì a cambiarsi per iniziare a lavorare, e poi... È successo tutto talmente in fretta che ancora non ci crediamo. Sono cose che fanno pensare a quanto siamo fragili e in balìa del destino». Nello sconforto, ovviamente, anche il socio Adriano Leoni, con cui Commodaro aveva iniziato questa nuova avventura gastronomica. Locale aperto da poco. Il Mignon era stato inaugurato appena due settimane fa, per la precisione sabato 21 maggio. Francesco Commodaro e Adriano Leoni avevano scelto quei locali all'angolo tra via Oberdan e via Sauro, di fronte a vicolo Lavatoi e a poche decine di metri dall'ufficio postale, come una nuova avventura culinaria tutta da giocare. Leoni veniva dalla gestione del bar Valentina in città, Commodaro invece era stato titolare dell'"Astice" a Lucca. Al Tirreno, che li aveva intervistati pochi giorni dopo l'apertura del locale, avevano detto di aver scelto Pietrasanta perché «è un luogo ideale per accogliere bar e ristoranti. Di certo la preferiamo a Viareggio, perché quest'ultima è città spenta e poco curata». Avevano scelto la piccola Atene, Francesco e Adriano, perché gestire un ristorante era sempre stato il loro sogno, e volevano realizzarlo in una culla del buon gusto.  «Si era buttato anima e corpo in questo ristorante», dicono affranti gli amici. A dargli grande entusiasmo, oltre appunto alla sfida di attirare clienti in un contesto molto competitivo come quello di "Cenatown", era anche la prossima paternità. Un nuovo locale e un bimbo in arrivo: due meraviglie (la seconda ovviamente più grande) che sembravano presagire un futuro straordinario per Francesco e la moglie, residenti al Baccatoio. Un sogno di un uomo di 36 anni spezzato in pochi minuti.

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