Il Tirreno

Versilia

«La Movida si auto controlli»

«La Movida si auto controlli»

L'intervento del sindaco Lunardini presente all'operazione L'appello: sul fenomeno serve una riflessione vera di tutta la città

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TORRE DEL LAGO. Il dispiegamento di forze dell'ordine sulla Marina «è stata la risposta concreta delle istituzioni al disagio espresso dalla comunità viareggina in tema di pubblica sicurezza». Scrive così il sindaco Lunardini, presente per buona parte della serata all'operazione di ordine pubblico, nel ringraziare «la presenza e professionalità dell'intervento coordinato», al quale Protezione civile comunale e Misericordia di Torre del Lago «hanno dato fattiva collaborazione».  Resta la questione - è la riflessione proposta - «per una situazione, quasi unica nella sua peculiarità, di una Movida notturna che concentra migliaia di giovani in un'area relativamente ristretta, confinante con il verde di una grande pineta ed una lunghissima spiaggia. Accade così che accanto agli annosi problemi di viabilità di una strada ampia ma a fondo cieco e di una variante - il cavalcavia Arcobaleno - che stenta a entrare nelle abitudini degli avventori, si aggiungano le pesanti caratteristiche di una location che protegge strutturalmente chi vuole delinquere sfruttando la voglia di sballo di alcuni. Una location che rende difficile il controllo universale dei tali ambienti anche a fronte di ampi spiegamenti di forze».  La viabilità alternativa - prosegue Lunardini - «che dovremo ulteriormente valorizzare con segnaletica ancor più visibile e con un intervento maggiormente prolungato della polizia municipale, il nuovo regolamento degli orari, la visibile presenza delle forze dell'ordine, la rafforzata azione anti-abusivismo della polizia annonaria, la collaborazione con le associazioni di volontariato, la riflessione in corso sui costi dei parcheggi, il confronto con gli stessi imprenditori del divertimento notturno, sono certamente tutte azioni importanti, essenziali, ed irrinunciabili per controllare le notti della Marina».  Ma, è la sollecitazione, «credo oramai non più rinviabile una riflessione comune a tutta la città sulle basi culturali e sociologiche all'origine della Movida di tanti e lo sballo di taluni, sulla enorme capacità attrattiva di una simile tipologia di divertimento, con le sue indiscutibili ricadute turistiche ma anche sulla sua capacità di integrarsi con le esigenze del territorio e sulla sua volontà, che certamente esista, e capacità, più difficile, di auto-controllarsi».

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