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Cinquanta anni fa la morte dello studioso Gilberto Cocci
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SERAVEZZA. Il 6 giugno del 1961 moriva Gilberto Cocci, studioso della lingua e delle tradizioni della Versilia. L'amore per la sua terra lo spinse a pubblicare, a cura della prestigiosa Accademia della Crusca, il "Vocabolario Versiliese" cui fece seguito "Folklore della Versilia" una raccolta di proverbi, dittaggi, filastrocche raccolte dal Cocci dalla viva voce dei popolani della Versilia. Quei popolani che, da lui invitati nella sua villa del Poggione, alla presenza di illustri Accademici, parlando a ruota libera fecero commentare agli ospiti forestieri: "Ma che razza di lingua parlano, che sembra italiano, ma non ci si capisce niente!". Recentemente l'ing. Carlo Milani, anch'egli appassionato di tradizioni popolari, ha ritrovato per caso delle interessanti carte riguardanti Gilberto Cocci e da questo ritrovamento è nata l'idea, assieme a Leopoldo Belli e ad Enrico Baldi, di organizzare qualcosa per ricordare Gilberto Cocci e la sua opera a cinquant'anni dalla morte. L'anno prossimo ciò avrà un seguito per ricordare un altro cinquantenario, quello della ristampa, per opera di Silvio Belli, del Vocabolario del Cocci riveduto ed ampliato.
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