Il Tirreno

Versilia

Sui merci l'80% dei deragliamenti

Il treno deragliato a Viareggio due anni fa
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Il treno deragliato a Viareggio due anni fa

La relazione del ministero nel settembre del 2009

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 VIAREGGIO. «L'80% dei deragliamenti interessa il trasporto ferroviario merci». Era il 29 settembre 2009 quando il direttore generale del ministero dei trasporti, Enzo Celli, scriveva: «L'analisi delle relazioi finali di indagine evidenzia la necessità di dedicare un'attenzione particolare al settore merci. Azioni correttive vanno in primo luogo indirizzate al settore merci, con particolare riferimento alla parte del trasporto delle merci pericolose anche con una regolazione asimettrica rispetto al resto del tarsporto, sia per quanto attiene la disciplina normativa e procedurale, sia in relazione alla intensificazione dei controlli».  Il disastro ferroviario di Viareggio era accaduto tre mesi prima. Nei mesi successivi il sindacato autonomo Orsa ha voluto verificare - macchina fotografica alla mano - lo stato del materiale rotabile adibito al trasporto di merci, anche pericolose. Le foto mostrate ieri dal segretario nazionale Armando Romeo nel corso dell'iniziativa organizzata ieri pomeriggio da associazione "Il mondo che vorrei" e Assemblea 29 giugno hanno lasciato tutti senza parole: coppiglie fuori norma, bocchette del gancio treno danneggiate, caravatte del tubo di scarico (conduttura dell'aria) nallentate, maniglie tenditrice allargate. «Immagini - ha detto ancora Romeo - che dimostrano come il sistema sia fuori controllo».  Fuori controllo come le verifiche non eseguite sulla cisterna e sulla sala montata che si è spezzata. L'operazione di pulizia mediante sabbiatura - ha ricordato Romeo - «è obbligatoria prima di procedere con le verifiche ad ultrasuoni». Le foto dell'asse spezzatosi a Viareggio parlano chiaro, e lo ha sottolineato anche la relazione della Polfer: niente sabbiatura, niente vernice azzurra post controlli. «Bastava guardare - ha concluso Romeo - la vernice che non c'era per accorgersi che qualche passaggio era saltato». Bastava guardare...per non piangere 32 vite strappate vie, i lutti, le case distrutte, il mondo di via Ponchielli che non sarà più lo stesso.  Al convegno di ieri pomeriggio era presente anche Loris Rispoli, presidente del Comitato "Moby Prince" che riunisce i familiari delle vittime del rogo del traghetto a Livorno. Saluti e vicinanza sono stati espressi dall'associazione piombinese "Ruggero Toffolutti" che si batte contro gli incidenti sul lavoro.

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