La manifestazione
Lappello dei familiari delle vittime: tutti in stazione a partire dalle 14
Martedì le prove tecniche sulla cisterna forata
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La gabbia che da due anni conserva la cisterna bucata 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. L'appello è ad esserci. L'appuntamento da non perdere è quello di martedì, dalle 14, all'ex passaggio a livello della Rondinella, lato monte. Là "dorme" da due anni la cisterna forata, quella da cui nella notte del 29 giugno 2009 uscì il Gpl dopo che il treno era deragliato. Secondo atto dell'incidente probatorio, con tecnici e periti pronti a mettere le mani sul "bombolone" tagliandone una fetta per analizzarne il rivestimento. Conservati insieme alla cisterna, anche il picchetto e la parte di piegata a zampa di lepre (un pezzo del binario): accusati entrambi di aver forato il grosso contenitore, ma solo uno alla fine sarà l'imputato. E dalla conclusione cui arriverà l'incidente probatorio dipende l'attribuzione di responsabilità precise alle aziende del Gruppo Ferrovie dello Stato i cui dirigenti compiano oggi tra i 38 indagati. «Questi esami a Viareggio - spiega Daniela Rombi, presidente dell'associazione "Il mondo che vorrei" e madre di Emanuela Menichetti, morta a soli 21 anni nel disastro - hanno davvero un significato particolare». L'invito ad essere presenti martedì è rivolto dall'associazione dei familiari delle vittime insieme ad Assemblea 29 giugno anche a sindaco, presidente della Provincia e presidente della Regione, i tre Enti che si sono costituti parte civile. «La cisterna - continua Daniela Rombi - viaggiava portata da materiale che era marcio. Questo ci hanno detto fin qui le indagini tecniche sull'asse che si è spezzato. Un fare che ha ammazzato delle persone e purtroppo può accadere di nuovo. Io vorrei sapere chi ha dato il permesso di far viaggiare dei rottami per trasportare merce pericolosa...Ecco perché vogliamo la verità e la giustizia...In nome di quelle trentadue persone che ci tocca andare a trovare al cimitero...». Mercoledì l'incidente probatorio continuerà tra Livorno e Calambrone, dove sono conservate la locomotiva del treno deragliato due anni fa e le altre cisterne sotto sequestro. A Viareggio tutta una sola richiesta: esserci, ancora una volta, a fianco di chi ha perso affetti e case. D.F.
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