Il Tirreno

Versilia

Sul suolo pubblico la scure del Comune

Donatella Francesconi
Il ristorante Garibaldino. A lato, Cerrai e Vannozzi
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Il ristorante Garibaldino. A lato, Cerrai e Vannozzi

Da 39 metri quadrati a solo 16: «Una scelta vergognosa»

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 VIAREGGIO. Gli hanno portato via il suolo pubblico, di 39 metri quadrati che lui ne aveva. Parafrasando una vecchia canzone di Jannacci, questa è la storia del ristorante "Garibaldino" e di tutti gli altri esercizi commerciali del centro città contro i quali il Comune si è accanito con la scure a tagliare la disponibilità di suolo pubblico da utilizzare per garantire alla clientela colazioni, pranzi, cene e aperitivi all'aperto.  Lo strumento per tagliare sono le schede per l'arredo urbano: «Mi è stato spiegato - racconta furibondo Alessandro Larini - che quest'anno ho diritto a non più di 16 metri quadrati del 39 che avevo. E pensare che avevamo fatto tutto nuovo, con il legno bianco, le tende nuove...La scelta del Comune è vergognosa!».  Il ristorante di Larini è nella zona pedonale di via Fratti. Quello della famiglia di Carlo Lippi, invece, è in zona definita "carrabile": «Ma l'assessore Cima dov'é? - domandano i proprietari dello storico "Menghino" -. Sicuro che non ha proprio niente da dire?». L'idea di tagliare il suolo pubblico sarebbe venuta all'assessore Roberto Bucciarelli per recuperare posti auto: «Torneremo a quanrant'anni fa - continua Lippi -: quando i clienti di "Menghino" mettevano la sedia in mezzo alla strada e se arrivavano i vigili c'era da ragionarci...».  Anche Lippi usa il termine «vergognoso», ma riferito ad un'altra questione sempre legata all'utilizzo del suolo pubblico: «I gazebi in città non sono ancora a norma. C'è la casetta dei porcellini con le canne e quella di montagna, tutta in legno...vorrei capire cosa si attende...».  Per quanto riguarda i parcheggi - ricorda Lippi - «sono dieci anni che aspettiamo di capire come sarà utilizzato al meglio quello dell'ex gasometro».  Confesercenti è intervenuta - ricorda il direttore versiliese, Alessandro Cerrai - sulla questione dei tagli, ma anche su quella dei ritardi nei pagamenti del dovuto alla Viareggio Patrimonio. Ridurre le penali e consentire ai locali di aprire anche all'esterno - è la richiesta - pena il rischio di vedere dimuire ulteriormente la capacità dei titolari di fare fronte agli impegni con l'amministrazione.  «È sbagliato non concedere il fronte ai locali - così la voce di Roberto Vannozzi, presidente del Comitato Passeggiata -: già sono in sofferenza, perché complicare ulteriormente la vita a chi vuole lavorare? È tutta una questione di scelte: se volete una città turistica si deve inevitabilmente agire diversamente».  Anche perché - sottolineano i commercianti colpiti dal taglio - «quanti posti auto si ricaveranno mai penalizzando i locali? Crediamo che nmon si superino i 50. E, allora, ne vale davvero la pena?».  Mentre bar e locali si attrezzano per superare indenni un'altra estate difficile, la riflessione è su che città debba essere Viareggio: quella del centro deserto dalle 20 in poi, o quella in cui ristoranti, bar, pub accolgono la clientela con nuovo proposte, un po' di musica, invitano al passeggio e alla socializzazione? Le amministrazioni cambiano, ma questo scenario sembra rimanere quello che dà più fastidio, che fa più paura...  

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