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Versilia

Macchietta ancora al palo: mancano i documenti per le prescrizioni

Luca Cinotti
Macchietta ancora al palo: mancano i documenti per le prescrizioni

Intanto il Tar ha preso atto della rinuncia dell'Henraux a chiedere l'annullamento dell'autorizzazione dle Parco

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SERAVEZZA. Cava Macchietta è ancora al palo. Ed è più che probabile che ancora lo resti per qualche mese, fino a dopo l'estate.  Solo tre giorni fa, infatti, si è chiusa davanti al Tar la vicenda che aveva visto l'Henraux chiedere l'annullamento delle prescrizioni alla coltivazione contenute nella pronuncia di compatibilità ambientale rilasciata dal parco per la cava sul Monte Altissimo: l'Henraux aveva chiesto anche la sospensiva delle prescrizioni ma i suoi avvocati, il primo giugno, hanno riferito in udienza la decisione dell'azienda guidata da Paolo Carli di rinunciarvi.  Si tratta della formalizzazione davanti ai giudici di una decisione che era nell'aria già da mesi (l'Henraux, per due volte, aveva chiesto il rinvio). Non si va, dunque, allo scontro con gli enti pubblici. Ma rimane il fatto che i mesi passati di fronte al tribunale amministrativo di Firenze, hanno di fatto bloccato l'iter che doveva portare alla riapertura della cava sull'Altissimo.  In Comune, infatti, non sono stati ancora presentati i documenti che dovranno dimostrare l'adempimento dell'azienda di via Deposito alle prescrizioni. E l'iter per farlo, di fronte a una conferenza dei servizi, prenderà non meno di quattro-cinque mesi.  Gran parte delle prescrizioni in questione proviene dal Comune di Seravezza. Si tratta di provvedimenti che vanno dal ripristino della sorgente de "La Polla" all'orario di transito giornaliero dei mezzi pesanti, che odvrà essere positcipato dalle 7 alle 8 e che non potrà avvenire nei giorni di sabato e domenica, nonché il lunedì mattina, quando a Seravezza si tiene il mercato settimanale.  Secondo quanto previsto dalle prescrizioni, inoltre, il piano di coltivazione dell'azienda, dovrebbe contenere anche "uno studio più dettagliato della viabilità che collega l'abitato di Corvaia con il luogo di immissione del pescose di "arroccamento" alla cava» e un «cronoprogramma degli interventi periodici di manutenzione del fondo stradale» della stessa viabilità. Di particolare importanza, poi, la richiesta di «un apposito elaborato che riconosca l'itinerario della filiera con l'individuazione degli agenti/attori che concorrono alla trasformazione del prodotto, le operazioni che contribuiscono alla formazione del prodotto finito, nonché le formae di autocontrollo e di controllo esterno della trasformazione del prdotto estratto all'interno della filiera». Insomma, l'architrave delle garanzie che buona parte del materiale estratto rimanga in Versilia dando così ossigeno alle aziende di trasformazione.

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