Il Tirreno

Versilia

 VIAREGGIO. Appena una settimana fa la gioielleria Paola Ungheria in via Garibaldi aveva ...

Roy Lepore

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 VIAREGGIO. Appena una settimana fa la gioielleria Paola Ungheria in via Garibaldi aveva ospitato il campione di ciclismo Alessandro Petacchi premiato con un anello della Tuum su cui è inciso il Padre Nostro.  Ieri, purtroppo, la serenità, ha lasciato il posto alla paura. Petacchi, ormai versiliese di adozione (abita a Lido di Camaiore) si è distinto come massimo esponente del"made in Italy" nel mondo del ciclismo. Per questo motivo, la gioelleria Paola Ungheria, ha premiato il ciclista con un gioiello, brand famoso per il "made in Italy". Si è trattato di un preziosissimo anello-ciondolo in oro che ha impresso a rilievo il testo del Padre Nostro.  La rapina di ieri, avvenuta in pratica in pieno pomeriggio, pone ancora una volta alla ribalta il problema della sicurezza in città. Malgrado ci sia ancora chi continua a minimizzare il ripetersi, purtroppo con troppa frequenza, di questi episodi di criminalità e violenza, sembra urgente il dover mettere in pratica la promessa fatta pochi giorni fa dal prefetto di Lucca, Alessio Giuffrida al sindaco Luca Lunardini di inviare a Viareggio rinforzi alle forze dell'ordine. Il sindaco ha ribadito di avere avuto assicurazione che arriveranno 65 uomini da suddividere fra polizia, carabinieri e guardia di finaza dal 1º luglio, anche se ha chiesto che vengano anticipati. Quello che deve essere chiaro è il fatto che i rinforzi devono arrivare tutti insieme e non come qualcuno teme che potrebbero arrivare a rotazione nei vari corpi. In questo modo il problema non verrebbe risolto.

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