Il Tirreno

Versilia

La richiesta di Boncompagni (Sel) e Caprili (SA). D’accordo Bolognesi (Pdl)

Premio Viareggio, ne discuta il consiglio

La giuria del premio Viareggio e la presidente Bettarini
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La giuria del premio Viareggio e la presidente Bettarini

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 VIAREGGIO. «Non si fa niente per salvare il Premio Viareggio». A lanciare l'allarme è Cristina Boncompagni, ex assessore alla cultura nella Giunta Marcucci, oggi coordinatrice di Sinistra ecologia e libertà, che continua: «Chiediamo che immediatamente la questione sia portata di fronte al consiglio comunale che rappresenta tutta la città. Una città che non vuole essere defraudata del Premio. È ancora possibile trovare una soluzione».  Stessa posizione per Milziade Caprili, capogruppo Sinistra Arcobaleno in consiglio comunale: «Nessuno può sottovalutare il drammatico errore, l'incomprensibile affronto, dell'amministrazione comunale, dell'assessore alla cultura e del sindaco nei confronti della presidente della giuria del Premio. Ho chiesto di calendarizzare una discussione sul tema».  Dal centrodestra arriva la voce di Alessandro Bolognesi, consigliere comunale del Pdl: «Niente da direi sulla richiesta che arriva da Boncompagni di portare l'argomento in consiglio comunale. Peccato, però, che l'ex assessora non abbia pensato - al momento dell'accordo Marcucci/Bettarini - di interessare quello stesso consiglio comunale che oggi dice sia necessario interpellare. Anzi, nonostante fosse l'assessora alla cultura, ha ratificato quell'accordo con una semplice delibera di Giunta. Aggiungo che molti dei guai che hanno innescato la querelle in corso derivano proprio da quel maldestro accordo».  Sulla questione interviene anche l'ex sindaco Carlo Alberto Ferrari: «Negli ultimi 25 anni tutte le forze poilitiche che si sono alternate alla guida della città hanno lasciato che il Premio non avesse come riferimento Viareggio e che tutto si svolgesse a Roma. Le amministrazione comunali non sono mai entrate in contatto con la presidenza e la giuria. Viareggio deve oggi sapere ricreare le condizioni ambientali, storiche ed umane perché la nostra terra ritornia d essere il centro e la culla di grandi interessi culturali. Basterebbero un po' di saggia e buona volontà e tanta umiltà per offrire occasioni e accoglienza ai personaggi presenti sull'intero territorio nazionale».

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