Sicurezza
LE INDAGINI
Ma quanto è attendibile il portiere del Benevento?
Cla.Ve.
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VIAREGGIO. Quanto è attendibile, quando parla al telefono con i suoi complici, il portiere del Benevento Marco Paoloni? Ruota tutto intorno a questo interrogativo la posizione di Simone Malacarne e degli altri quattro giocatori bianconeri di cui non si conoscono i nomi che la Procura di Cremona ritiene invischiati nel ciclone calcio scommesse. Per una cifra inizialmente fissata in cinquantamila euro - ma poi sensibilmente scesa nel corso delle contrattazioni con gli scommettitori che «commissionavano» il risultato fino ad arrivare a 5mila euro - il portiere del Benevento e i cinque giocatori del Viareggio avrebbero truccato il risultato finale, garantendo che in campo si sarebbero visti almeno tre gol (la gara si concluse sul 2-2) in modo da far pagare le scommesse di chi aveva puntato cifre ingenti sull'«over». Nelle carte dell'inchiesta dei magistrati di Cremona - ormai in gran parte di pubblico dominio - ci sono una serie di fatti che pendono a favore di Simone Malacarne e dei quattro presunti complici in casacca bianconera. Il primo - e più importante - è che nelle pagine e pagine di intercettazioni telefoniche in mano alla Procura non ce n'è neppure una con il difensore viareggino protagonista. Di Malacarne si parla infatti come possibile «gancio» all'interno del Viareggio per addomesticare il risultato (Malacarne e Paoloni erano stati compagni di squadra la stagione precedente quando entrambi vestivano la maglia della Cremonese), ma non c'è neppure una telefonata diretta fra i due giocatori. E questo è più di un punto a favore del difensore bianconero, visto che Paoloni fa un uso abbastanza spregiudicato del cellulare e dunque non si sarebbe fatto grossi scrupoli a contattare telefonicamente l'ex compagno di squadra anche solo per fissare un appuntamento al suo arrivo in Campania nei giorni precedenti il 13 febbraio, data in cui allo stadio «Vigorito» di Benevento si è giocata la partita incriminata. Ma al di là delle mancate intercettazioni telefoniche a Malacarne, è proprio la figura di Marco Paoloni a destare più di una perplessità. Il portiere - lo ricordiamo - è colui che cerca di «drogare» gli ex compagni di squadra della Cremonese prima di un incontro di campionato per influenzare negativamente il risultato della sua squadra. E dalle intercettazioni telefoniche a disposizione dei magistrati, risulta essere in difficoltà economiche e quindi in balìa dei suoi creditori. Insomma, l'ipotesi che il portiere del Benevento possa aver millantato un contatto con Malacarne appare molto più di una semplice suggestione difensiva. In questo modo, Paoloni avrebbe tentato di «strappare» alla cricca degli scommettitori che volevano truccare il risultato della partita fra Benevento e Viareggio un «bonus» di cinquantamila euro che - fingendo di doverlo «girare» ai cinque giocatori del Viareggio che invece non avrebbe mai contattato - avrebbe poi intascato senza spartire niente con nessuno. Un millantato credito - quello di Paoloni - che se così fosse sarebbe all'origine di tutti i guai di Malacarne e dei suoi (fantomatici) complici. Una versione, questa, che la società bianconera ha sposato in pieno, visto che ha già preannunciato che si costituirà parte civile.
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