La manifestazione
«Danneggiati e mai risarciti»
Donatella Francesconi
Lavori Esselunga, l'assicurazione ha terminato il massimale
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VIAREGGIO. A maggio 2008, nei giorni dell'inaugurazione del nuovo supermercato Esselunga, Zurich assicurazioni annunciava: «Più delle metà delle posizioni sono state definite». Gli assegni, insomma, erano nelle mani dei residenti in zona, le cui abitazioni erano state danneggiate dai lavori per il nuovo negozio. Il 9 maggio 2009, esattemente un anno dopo, i legali della famiglia Bertolucci-Del Carlo dalla stessa assicurazione hanno ricevuto la notizia che il massimale era esaurito. E che da lì in poi i loro clienti, così come tutti gli altri danneggiati ancora non risarciti, avrebbero dovuto vedersela direttamente con l'impresa torinese "Rosso costruzioni geometra Francesco e figli". È trascorso un altro anno di lettere e perizie. Nel frattempo il capofamiglia è morto con l'ultimo sguardo sulle crepe nelle pareti ed i pavimenti "scollati". E la moglie, anziana, è rimasta a combattere - sostenuta dai figli - per ottenere la cifra necessaria a curare le ferite della casa di una vita, ereditata grazia ai sacrifici dei suoi genitori. La casa di via Pascoli, proprio di fianco al supermercato - e le foto lo dimostrano bene - ha subito «lesioni, distacchi di intonaco, crepe che con l'andare del tempo - raccontano i figli della signora Tesaura - si sono sempre più accentuate». Le porte «non si chiudono più», le scale «sono spezzate», i pavimenti «abbassati». La prima richiesta di risarcimento, tramite l'avvocato Beatrice Pieraccini - ricordano i figli della signora Del Carlo risale al 2007. L'ultimo atto, seguito dall'avvocato Maurizio Dalla Casa che segue la pratica con la colega, è stato l'accertamento tecnico preventivo. Primo passo verso la causa. «La perizia dell'ingegnere Biagiotti - continua il racconto - ha confermato che i danni lamentati esistono: «Causati e non c'è dubbio alcuno dalle lavorazioni operate nel limitrofo cantiere Esselunga ed in particolare dalle operazioni di infissione dei diaframmi e della esecuzione delle opere di scavo». Così, testuale, si legge nella perizia. I costi per risolvere i danni ammontano a meno di 100mila euro. Escluso il trasferimento dell'intera famiglia, il trasloco, i danni morali di tutti questi anni. Ma l'impresa Rosso - prosegue il racconto - "tira" sul totale. Fino all'ultimo atto, il più recente, con il quale fa sapere che la resposnabilità «è della società cui i lavori sono stati subappaltati». In tutta la trattativa - sottolineano i fratelli Bertolucci - «Esselunga non si è mai fatta sentire dai legali. Limitandosi a monitorare la situazione con il proprio legale nella fase dell'accertamento tecnico preventivo». Eppure, tre anni fa - alla vigilia dell'inaugurazione - proprio Esselunga prese posizione pubblicamente affinchè l'iter dei rimborsi fosse velocizzato. Così da evitare la protesta dei danneggiati in occasione del tagliod el nastro.
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