Sicurezza
Ciclista stroncato da un infarto
Claudio Vecoli
È stato colto da un malore dopo aver affrontato la salita di Balbano
3 MINUTI DI LETTURA
QUERCETA. Approfittando della giornata festiva, era andato in bici con il solito gruppetto di amici cicloamatori. Una passeggiata neppure troppo impegnativa, con partenza da Marina di Massa, tappe a Migliarino Pisano, Nodica e Filettole e successivo ritorno via Massaciuccoli. Quando però ha affrontato la salita di Balbano, fra Lucca e Massarosa, il suo cuore ha cominciato a perdere colpi. E non appena ha imboccato la discesa, si è accasciato sul manubrio, ed è caduto senza vita sull'asfalto. Sergio Penaglia, cinquantasette anni compiuti lo scorso dicembre, residente in via Federigi 269 a Querceta (contrada del Ranocchio), operaio alla ditta Promotec di Massa, è morto così, con ogni probabilità vittima di un infarto fulminante. E a nulla è servito anche il disperato tentativo di un medico-cicloamatore che si trovava a passare di lì che ha provato a rianimarlo sul posto. La giornata di Sergio Penaglia era iniziata intorno alle 8,30, quando si era ritrovato sul lungomare di Marina di Massa insieme ad un gruppetto di altri sette cicloamatori - tutti versiliesi o della zona di Massa - per la consueta pedalata nei dintorni. Una sorta di appuntamento fisso domenicale, il loro. Bissato questa settimana grazie alla festività infrasettimanale del 2 giugno. Il gruppetto è così partito alla volta di Migliarino Pisano, ha toccato Nodica e Filettole e poi si è diretto verso Balbano. Qui, quando hanno affrontato la salita, Sergio Penaglia ha cominciato ad accusare i primi malesseri. Si è fermato un attimo pensando di essere preso da una crisi di fame. Poi è risalito sui pedali ed ha completato la salita. Dopo essersi dissetato, insieme al resto del gruppo hanno iniziato la discesa che porta fino al lago di Massaciuccoli. Dopo tre tornanti, però, Sergio Penaglia si è accasciato sul manubrio, ha sbandato ed è scivolato sull'asfalto, coinvolgendo nella caduta anche un altro componente del gruppo. A differenza dell'amico, che si è subito rialzato. Sergio è però rimasto disteso sull'asfalto. A soccorrerlo è arrivato anche un medico-cicloamatore che stava passando di lì. Ma ogni tentativo di rianimarlo si è rivelato vano. Quando, poco dopo, è arrivata l'automedica e l'ambulanza della Misericordia di Massarosa, ormai non c'era più niente da fare. Costatatane la morte, il suo corpo senza vita è stato trasportato direttamente all'obitorio dell'ospedale «Versilia». Ad uno degli amici del gruppo che più conosceva Sergio, è toccato il compito di dare la notizia della sua morte alla moglie Nara Cipollini, 57 anni, e alla figlia Marianna, 29 anni, che proprio nei giorni scorsi aveva festeggiato la laurea. I funerali, curati dalla ditta Paladini e dalla Croce Bianca di Querceta, si terranno domani mattina alle 11 nella chiesa di Santa Maria Lauretana. La salma sarà poi tumulata nella tomba di famiglia del cimitero di Querceta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google