Gioco
Area del Portone, occupazione in crescita
Luca Basile
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Larea del Portone Raggiunta quota 1664 lavoratori. «A settembre via il vincolo sul lapideo»
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PIETRASANTA. Lo stato di salute dell'area artigianale del Portone? A scorrere i dati relativi ad insediamento di aziende, numero di occupati e prospettive future, non è forse così drammatico come da tempo si va raccontando. Certo la stessa area è sottoutilizzata, «almeno il 30%, fra capannoni e lotti è vuoto e non ha un'attività di riferimento», certifica Simone Tartarini presidente, in uscita, del Cip 90, il consorzio delle aziende di zona ed ancora il Comune attende dallo Stato qualcosa come «1 milione e 100 mila euro, forse qualcosa in più, intesi come contributi che ci spettano in quanto sono stato raggiunti determinati indici occupazionali». Già, è questo il primo risvolto positivo che si desume dai numeri. Le 23 aziende, attualmente presenti nell'area, prima dell'insediamento proponevano 1256 persone occupate: oggi il personale dipendente ha raggiunto quota 1664 - di cui 296 lavoratori diretti e 1368 dell'indotto - per un incremento pari a 408 unità. «Dal Ministero del Lavoro, per i costi di relativi alla realizzazione del Portone, urbanizzazione inclusa, abbiamo ottenuto contributi per 4 milioni e 300 mila euro, mentre 3 milioni e mezzo di euro ci sono stati assegnati dal Ministero delle Attività produttive: riconoscimenti importanti per un comparto che ha pochi eguali in Versilia» afferma il vice-sindaco Luca Mori. «Ed è proprio in questa ottica di valorizzazione del Portone che va vista la rimozione del vincolo del lapideo, che cancelleremo lunedì prossimo, in seduta di Giunta, sostituendolo con una semplice indicazione. In sostanza, se non ci saranno intoppi, con il mese di settembre, si potranno collocare ditte non del lapideo in quell'area oggi off limits a questi ingressi» rilancia Lombardi. Prospettiva ovviamente ben accolta da Tartarini che da tempo chiede la cancellazione del vincolo. «Sono presidente del Cip 90 dal 2007: in questi anni in troppe occasioni ho visto ditte, anche importanti, proporsi e poi dover fare marcia indietro per la scarsa chiarezza in chiave normativa e ancora per il vincolo. Sicuramente, il nuovo indirizzo, darà un impulso decisivo al Portone. Per quanto ci riguarda, venendo meno l'oggetto societario, l'insediamento e la realizzazione dei capannoni, il Cip 90 non ha più ragione di esistere ed il sottoscritto non potrà che dimettersi. È evidente che serve un altro strumento, chiamato a gestire la nuova realtà del Portone». Nuovo Portone che non può ad ogni modo prescindere dal centro servizi. «Abbiamo incontrato i privati, proprietari dell'area su cui il Centro dovrà essere realizzato: serve un'accelerata su questo fronte. Lo spazio dovrebbe accogliere uffici, un ristorante ed altre attività - si parla di qualche negozio ed un ufficio postale:- di certo - chiosa Lombardi - avrà un ruolo prioritario nel domani dell'area artigianale».
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