Italia
La donna: «Ho gridato, ma nessuno del supermercato mi ha aiutato»
Scippata mentre fa spesa
Matteo Tuccini
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SUPERMARKET. LEsselunga di Lido Via portafogli, bancomat e chiavi di auto e ufficio
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VIAREGGIO. Stava guardando gli scaffali dell'abbigliamento per neonati, nell'idea di comprare qualcosa al nipotino appena arrivato. Un momento di distrazione fatale: quando rimette gli occhi sul carrello, la borsa è sparita. Dentro c'è tutto: dal telefonino al portafogli con 300 euro, passando dalle chiavi dell'auto. «A quel punto - racconta Luciana, 60 anni - mi metto a gridare e chiedo di bloccare le porte del market. Ma nessuno corre in mio aiuto». Per Luciana, infatti, lo scippo subito all'interno del supermercato Esselunga di Lido è solo la parte più brutta di una mattinata da dimenticare. «Tutto è avvenuto nella più completa indifferenza degli addetti - dice - soltanto il direttore si è fatto avanti dopo qualche minuto, dicendomi che mi avrebbe aiutato a bloccare il bancomat». Procedura, purtroppo, non conclusa in tempo: mezz'ora dopo l'accaduto i ladri hanno prelevato 250 euro a uno sportello di Pozzi. «Non mi hanno aiutato». L'episodio è avvenuto sabato scorso intorno alle 10,30. Luciana si reca all'Esselunga di Lido per la spesa settimanale. Si distrae mentre osserva gli abitini da neonato e qualcuno - forse una donna - ne approfitta. Lei si mette a urlare, «ma è come se non fosse successo nulla - si lamenta - neanche il pensiero di portarmi un bicchier d'acqua... Le commesse hanno continuato tranquillamente a lavorare alle casse, e così gli altri. Capisco che bloccare le porte del supermercato non sia semplice, ma perché non ci hanno neanche provato? E poi non capisco perché non si possa visionare il filmato delle telecamere». Luciana ha fatto denuncia ai carabinieri: «Speriamo che mi possano aiutare, magari con il filmato della banca dove i ladri hanno fatto il prelievo». «Ridatemi le foto dei miei cari». Chiunque abbia subito un furto o uno scippo sa benissimo che il primo pensiero è un rimprovero a se stessi. «Forse sono stata sbadata - dice Luciana - non avrei dovuto lasciare la borsa, che è sempre una preda ghiotta, attaccata al carrello della spesa. Ma giuro che è stato un attimo». Una frazione di secondo che ha fruttato al ladro un bottino insperato: oltre al portafogli con 300 euro e tutti i documenti, c'erano il telefonino nuovo, bancomat, carta di credito, chiavi dell'auto e persino dell'ufficio dove lavora la donna. E non solo. «Dentro la borsa c'erano altri oggetti di valore affettivo - dice con voce rotta - tra cui le foto dei figli e del mio nipotino. Spero vivamente che chi mi ha rubato la borsa si metta una mano sul cuore e la lasci da qualche parte. Sono pronta a dare anche una ricompensa a chi la ritrova e me la riporta».
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