Il Tirreno

Versilia

L'asse del treno killer percorse 22mila km senza manutenzione

Donatella Francesconi
<b>ESAMI. </b>Due immagini dei test sull&#146;asse e le ruote
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ESAMI. Due immagini dei test sull’asse e le ruote

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 VIAREGGIO. Poco più di 22mila chilometri (22.525): sono quelli percorsi dopo l'ultimo controllo sull'assile che il 29 giugno di due anni fa si è schiantato sui binari della stazione, provocando il disastro ferroviario che si è portato via 32 vite lasciando dietro di sé ferite, lutti e distruzione. Lo scrive Angelo Laurino, l'ispettore capo della Polfer che indaga per la Procura insieme al suo staff.  Ventiduemila chilometri che l'asse, ufficialmente sottoposto a revisione - con tanto di controlli ad ultrasuoni obbligatori nell'officina tedesca Jungethal - ha percorso portandosi dietro la cricca (frattura) che le prove tecniche irripetibili svolte a Lovere fino ieri hanno confermato.  Le immagini che pubblichiamo fanno male. L'impressione, a vista, è che sarebbe bastato un soffio a spezzare la sala montata. Le analisi effettuate nelle officine della Lucchini a Lovere (Bergamo) hanno confermato la presenza dell'innesco che alla lunga ha "craterizzato" l'attaccatura tra asse e ruota.  Quella propagazione "a fatica" di cui si era parlato fin dai giorni successivi al disastro, ha dunque trovato piena conferma tecnica.  La sala montata (asse più ruote) non era nelle condizioni in cui si sarebbe dovuto trovare un pezzo revisionato.  L'ispettore Laurino lo ha scritto chiaramente nella relazione datata 5 marzo 2010 e consegnata alla Procura: «Allo stato dei fatti sussistono fondati sospetti di colpevoli lacune in fase di manutenzione dell'assile rotto».  Colpevoli lacune che tirano in ballo le responsabilità di Gatx, dell'officina di Hannover e di quella di Bozzolo (Mantova), convenzionata Trenitalia, che ha ricevuto dalla Germania la sala montata difettata e l'ha montata sul carro deragliato a Viareggio.  L'incidente probatorio continua, con le sue prove tecniche su tutti i pezzi del materiale del treno-killer.  Il prossimo appuntamento ha un valore emotivo forte, oltre che determinante nel procedere all'accertamento di fatti e responsabilità: il 7 giugno tecnici e avvocati saranno a Viareggio, lungo gli stessi binari di quella maledetta notte, per il taglio di un pezzo della cisterna (40 centimentri per 40) che si forò causando la fuoriuscita del Gpl ed il successivo incendio del gas. Insieme alla cisterna sono conservati anche il picchetto che la Procura ritiene l'oggetto che bucò il "bombolone" e la piegata a zampe di lepre su cui, invece, puntano il dito - per lo stesso evento - le Ferrovie.  Il giorno successivo, invece, il pool di esperti di sposterà tra Livorno e lo scalo di Calambrone per gli esami sulla locomotiva e sulle cisterne dergaliate o danneggiate (nove in tutto su 14 che componevano il convoglio).  I familiari delle vittime hanno annunciato la loro presenza con un presidio organizzato alla stazione di Viareggio.

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