Attenzione
Il cordoglio di Milziade Caprili
«La scomparsa di Ario Papi, professore e antifascista»
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VIAREGGIO. «Ho appreso con grande dolore della scomparsa del professore Ario Papi che avevo conosciuto tanti anni fa quando è stato mio insegnante al liceo Classico». Così scrive Milziade Caprili, consigliere comunale e presidente della Croce Verde: «Di lui, in quel periodo, ricordo la grande apertura verso le impetuose problematiche giovanili che, seppure con un certo ritardo, non mancarono di presentarsi anche nella scuola, il Classico, che per tutto un lungo periodo ne era sembrata indenne. Le lezioni del professor Papi non perdevano mai il carattere proprio di un insegnamento rigoroso. Ma erano aperte alla vita, al tumulto di quel tempo, alle discussioni accalorate che lo interessavano e che, ci disse un giorno, lo riportavano agli anni difficili del suo ingresso al liceo viareggino dove, proveniente da Livorno, alla fine degli anni quaranta trovò un gruppo che negli anni bui del fascismo discuteva e che da lì a poco avrebbe preso la via della montagna». Così fece - ricorda Caprili - anche Ario Papi, partigiano della Marcello Garosi. «Soprattutto negli ultimi anni, quando ancora lavoravo a Roma - continua il ricordo - ricevevo le e-mail del professore sulle cose che la sinistra avrebbe dovuto fare per avvicinare la dissoluzione del regime berlusconiano. E tutte le volte che lo incontravo mi parlava con passione della politica e delle cose del mondo. Alla mia domanda sulle condizioni di salute mi diceva solo dell'afflizione di non poter quasi più leggere da solo e come Franca fosse divenuta anche i suoi occhi. Per vite così intensamente vissute, nel privato come nel pubblico, per Ario Papi e per quelli della sua generazione a cui dobbiamo tanto, valgono gli antichi versi: "Possa il carpentiere dalla cima del tetto dare la sentenza: noi, per quello che ci è riuscito, abbiamo compiuto la nostra parte".
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