Finanza
Protesta shock del bagno
Marco Pomella
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PROTESTA. Il bagno Imperiale a Lido Pagina nera: «Vietato pubblicizzare il ristorante»
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LIDO. Una pagina nera, senza foto né orpelli. Con una scritta: «Questo locale è impossibilitato a promuovere e pubblicizzare i servizi accessori». Più che uno spot è una provocazione quella del bagno Imperiale sul prossimo numero di Paspartu. Non una foto, non una didascalia: colpa dell'ordinanza del sindaco Bertola che impedisce agli stabilimenti balneari di pubblicizzare bar e ristoranti sul mare. Anche questo è uno degli effetti della cosiddetta "guerra dello spaghetto", quella che ha visto (e vede ancora) contrapposti gli stabilimenti e i ristoranti in merito ai servizi dei bagni. Il sindaco ha risolto a suo modo la questione: un'ordinanza per obbligare i bagni a togliere ogni reclame, e per impedire che servano nei loro locali anche ai "non clienti". Qualche settimana fa il titolare del bagno Imperiale, PierGiorgio Sbrana, aveva già sfidato una volta il Comune. In barba all'ordinanza, infatti, aveva fatto pubblicare una intera pagina di pubblicità sul magazine Paspartu. In realtà Sbrana pensava di essere in regola perché, in fondo alla pagina pubblicitaria, c'era chiaramente scritto che il messaggio era "riservato agli amici clienti dello stabilimento". Come a dire: è un messaggio rivolto a chi già è cliente, non agli altri. Dal palazzo comunale però pare la cosa non sia stata ben digerita. «Mi ha chiamato una segretaria dell'associazione balneari - racconta Sbrana - per dirmi che una dirigente del Comune aveva sollevato obiezioni su quella pubblicità. Mi hanno chiesto addirittura di toglierla: come se fosse possibile far sparire migliaia di copie di un giornale ormai stampato e distribuito». L'ordinanza del sindaco è stata firmata 31 maggio. «Però io il contratto con il magazine - dice Sbrana - l'avevo già firmato a marzo, e prevedeva una serie di pubblicazioni». E così per la prossima uscita (prevista per il 1º giugno) ecco un'altra provocazione. Una pagina nera, senza foto, con una semplice scritta di diversi colori: «In ottemperanza dell'ordinanza 210, il bagno Imperiale è impossibilitato a promuovere e pubblicizzare i servizi accessori». Non può insomma dire che mette a disposizione bar e ristorante, piscina e docce calde e tanti altri servizi. È evidente che la pagina nera è anche un modo per far saltare subito agli occhi la "stranezza" della decisione del Comune. «Il sindaco doveva prendere una decisione precisa. O farci chiudere alle 20, oppure lasciarci usare le cucine che sono perfettamente in regola. In questo modo invece hanno scontentato sia gli stabilimenti che i ristoranti».
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