Attenzione
Balducci sicuro: compro Baglietto
Corrado Benzio
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Nella sequenza i cantieri nautici che fanno capo al gruppo Baglietto e Balducci (Overmarine) che sta per acquisire il glorioso marchio del Gabbiano L'imprenditore della Darsena pronto alla firma a Spezia col notaio
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VIAREGGIO «Chiuderò l'affare Baglietto». Giuseppe Balducci, titolare del gruppo Effebi-Overmarine, ribadisce - dopo tante notizie e voci - che acquisterà il marchio del Gabbiano, che comprende anche i Cantieri di Pisa. Come abbiamo scritto ieri il liquidatore del gruppo Baglietto Federico Galantini ha inviato la diffida alla società di Giuseppe Balducci. Il termine perentorio per la sigla dell'atto notarile è stato fissato per mercoledì 8 giugno, pena la perdita di una fidejussiome di 6,5 milioni. Balducci deve versare al momento della firma tre milioni e una fidejussione bancaria di 27 milioni. Invece i sindacati non hanno raggiunto l'accordo con l'imprenditore viareggino sul passaggio dei lavoratori degli ex cantieri Baglietto alla Effebi Holding. L'incontro, avvenuto ieri mattina alla presenza del liquidatore della società Baglietto, si è chiuso senza la firma sull'accordo e la riunione è stata aggiornata a martedì. Alla luce di queste notizie sembra che l'affare possa sfumare. «Non credo proprio che sfumerà niente - assicura invece Balducci - perchè martedì andremo alla firma dell'accordo sindacale, mentre per l'8 giugno è prevista la firma davanti al notaio». Ma i problemi dove stanno? Dopo tratattive lunghe dei mesi, si pensava che tutto fosse ok? «Al di là delle necessità di graduare il ritorno al lavoro delle maestranze - spiega Balducci - esisteva un problema grosso per le concessioni demaniali dove insistono i cantieri. Si tratta di tre concessioni a Spezia e altre tre a Varazze. Noi chiediamo che vengano intestate a noi in modo da starer tranquilli. Ma chi deve decidere in questo senso non ha ancora deciso e non possiamo dare per buone le rassicurazioni di chi queste concessioni nè le ha in mano, nè è incaricato di rilasciarlo. Io compro il marchio Baglietto da chi so che è il possessore. Non posso acquistare delle concessioni da chi non è titolare». Una partita, quindi ancora intricata, visto che gli spazi a mare, sia a Varazze che a Spezia sono di fatto la polpa dell'affare insieme al marchio storico che costruì i Mas di D'Annunzio e Galeazzo Ciano. Che l'affare vada comunque in porto è la sensazione che si respirava ieri mattina al congresso di Ucina (l'associazione di Confindustria che riunisce la imprese della nautica da diporto) in corso al Principe di Piemonte. «Credo che Balducci porti in casa l'affare - racconta un imprenditore che vuole restare anonimo - il problema grosso che ha è il carico di dipendenti diretti che l'azienda Baglietto si porta con se nei vari siti produttivi». Al Principe non c'era Giuseppe Balducci, rappresentato dal figlio, ma molto si è parlato delle aziende in crisi - come appunto Baglietto - dalla Aicon che rischia di uscire dalla borsa, al gruppo Ferretti che nonostante i proclami di crescita continua ad essere oberato da un debito dal quale non sembra facile poter rientrare alla luce dei fatturati e dei margini. Perchè in questo momento c'è una sola parola d'ordine: vendere a qualsiasi costo. Il che significa - ormai - che si vende a prezzo di costo. Per quanto si potrò andare avanti non si sa. Intanto l'Ucina cerca di dare un segnale positivo parlando di fatturati in crescita nel 2011 del 3,95. Ma un imprenditore della Liguria ribadisce con un certo scetticismo: fatturati in crescita forse, guadagni sicuramente no.
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