Il Tirreno

Versilia

Nei giorni scorsi un marocchino era già stato pestato a sangue: episodi collegati?

Sparatoria, c'è una pista

Claudio Vecoli
Due auto della polizia sul lungo della sparatoria
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Due auto della polizia sul lungo della sparatoria

Gli inquirenti indagano su una guerra fra due bande

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 TORRE DEL LAGO. Una guerra sempre più cruenta per il controllo dello spaccio di droga. Con nuovi protagonisti che si affacciano sul fiorente mercato torrelaghese e sono pronti a tutto per ritagliarsi una clientela sempre più vasta. Sembra proprio essere questo l'ambiente in cui si è consumata la drammatica sparatoria di mercoledì notte che rischia di costare la paralisi ad un marocchino di circa quarant'anni a cui è stato sparato un colpo di pistola che lo ha raggiunto alla colonna vertebrale. E le indagini della squadra mobile di Pisa - competente per territorio, visto che il tratto di Pineta dove è avvenuto il duello è oltre il confine versiliese - sembrano indirizzarsi verso questa pista.  Guerra fra bande. Anche se dalla Questura di Pisa non trapelano notizie sulle indagini, l'attenzione degli inquirenti sembra concentrarsi su due gruppi di nordafricani entrati in collisione fra loro proprio per controllare il mercato dello spaccio. Entrambe originari del Marocco, ma di un ceppo (anche geograficamente) diverso, le due bande cercherebbero di imporsi l'una a discapito dell'altra. E la battaglia sarebbe tanto più cruenta e senza esclusione di colpi (compresi, evidentemente, anche quelli da arma da fuoco) in vista dell'estate, quando la già numerosa clientela che frequenta Torre del Lago aumenterà esponenzialmente di numero.  Ad entrare in collisione un gruppo «storico» che avrebbe messo le radici in zona ormai da tempo e uno di più recente arrivo a Torre del Lago che starebbe cercando di affermarsi senza troppi complimenti e scalzare chi - fino ad oggi - ha avuto una sorta di monopolio dello spaccio. Una guerra resa ancor più cruenta - ed inquietante - dall'ingresso sulla scena di altri gruppi legati alla microcriminalità locale (si parla di una banda rom specializzata in furti che avrebbe stretto una sorta di alleanza con uno dei due gruppi marocchini). E proprio grazie a questi legami sarebbero spuntate fuori le armi, facendo fare alla guerra per il controllo del mercato della droga un pericoloso salto di qualità.  Precedente inquietante. Nel quadro che si sta delineando, poi, si inserisce un episodio avvenuto pochi giorni fa fra Viareggio e Torre del Lago, quando un marocchino è finito malconcio al pronto soccorso dell'ospedale Versilia dopo essere stato pestato a sangue da un gruppo di persone con le quali sarebbe sorta una disputa dai contorni ancora tutt'altro che chiari. Gli inquirenti pensano che questo precedente possa essere inserito nella guerra fra le due bande e che forse possa avere in qualche modo aver innescato la miccia che ha portato alla sparatoria della scorsa notte. E che, se non neutralizzata in tempo, potrebbe portare ad una ulteriore escalation.  Operato il marocchino. Nel frattempo, ieri mattina, è stato sottoposto ad intervento chirurgico il nordafricano ferito alla colonna vertebrale. L'operazione è servita anche ad estrarre l'ogiva della pallottola, risultata compatibile con quella rinvenuta e sequestrata dalla polizia (questo escluderebbe la presenza di una seconda arma durante la sparatoria). L'uomo - un marocchino sui quarant'anni di cui non è stata ancora resa nota l'identità, ma comunque già noto alle forze dell'ordine - non è in pericolo di vita, ma rischia seriamente di restare paralizzato.  Non è invece in gravi condizioni il secondo marocchino coinvolto: si tratta di un venticinquenne arrivato clandestinamente in Italia ma che vivrebbe con il fratello, regolarmente residente nella zona di via Regia.

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