Il Tirreno

Versilia

Sparatoria in pineta tra spacciatori

Matteo Tuccini
<b>DROGA. </b>Polizia e carabinieri alla Bufalina vicino a dove &egrave; avvenuta la sparatoria
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DROGA. Polizia e carabinieri alla Bufalina vicino a dove è avvenuta la sparatoria

Un immigrato colpito all'addome rischia di perdere l'uso delle gambe

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 TORRE DEL LAGO. Un colpo di pistola risuona nella pineta. Un uomo si accascia a terra, sanguinante all'addome. Qualcuno, forse un rivale, chiama il 118.  Lo scenario western, su cui pesa l'ombra della droga, avviene nel cuore della notte tra mercoledì e giovedì, tra gli alberi della Bufalina. Per la precisione all'altezza del cantiere per la nuova rotatoria sulla variante Aurelia.  Due feriti. L'uomo colpito dalla pistolettata, un nordafricano, è in gravi condizioni: rischia di perdere l'uso delle gambe. Un altro, un marocchino, si è praticamente consegnato alla polizia facendosi trovare all'ospedale poche ore dopo: aveva lesioni al volto e alla testa, probabilmente è stato picchiato. Alcuni "rivali" hanno cercato di scaricare subito su di lui la responsabilità dello sparo, ma per capire cosa è successo davvero sta indagando la squadra mobile della questura di Pisa.  Terra di mezzo. La sparatoria - dai primi accertamenti della polizia - sembra essere un regolamento di conti tra immigrati per il controllo dello spaccio. Un confronto a fuoco in una zona franca, la Bufalina, territorio di confine tra Viareggio e Pisa, che offre mille opportunità per nascondersi, per vendere il proprio corpo e per fare affari.  Notte movimentata. Quando arriva l'ambulanza, è circa l'1, i sanitari si trovano di fronte una scena inquietante. C'è un uomo a terra, un nordafricano, in una pozza di sangue all'interno della piazzola. E dalla boscaglia, nel giro di pochi minuti, si fanno avanti una decina di uomini, tutti immigrati extracomunitari, che portano con sé un altro uomo. Un marocchino ridotto in condizioni precarie, probabilmente pestato, e con le mani legate. «Prendetelo», dicono, e quasi lo caricano loro sull'ambulanza. Dentro gettano anche una pistola. Probabilmente la stessa che ha sparato. Il loro intento sembra evidente: dare la colpa di quanto accaduto a qualcuno.  L'uomo, consapevole di questo, dice di non voler andare in ospedale. E approfittando della concitazione, riesce a fuggire. A quel punto i soccorritori lasciano perdere e portano il ferito grave all'ospedale Versilia, per poi essere trasferito a Livorno dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.  Il ferito più lieve, invece, riesce con l'aiuto di alcuni conoscenti ad arrivare a Viareggio, per la precisione in via Regia, dove abita un fratello. Ma è dolorante, e decide di recarsi al pronto soccorso. Lì viene intercettato dalla polizia. A cui l'uomo - pare - racconta quasi subito la sua versione. Gli agenti recuperano anche la pistola a tamburo a 6 colpi. Il caricatore è vuoto.  Vertice al commissariato. Dopo questo episodio I vertici delle forze dell'ordine sono stati convocati in una riunione dal prefetto di Lucca, Alessio Giuffrida, al commissariato di polizia di Viareggio. Il prefetto ha richiesto nelle scorse settimane al Ministero dell'Interno un ulteriore incremento di personale per la città, oltre ai consueti straordinari rinforzi estivi.

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