Il Tirreno

Versilia

«Ha ragione la Fontana: troppi sei corsi invernali, inutile il Carnevale estivo»

Martina Ambrogi
«Ha ragione la Fontana: troppi sei corsi invernali, inutile il Carnevale estivo»

I commercianti insistono: «Per la promozione meglio una festa alla Cittadella o in Darsena»

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VIAREGGIO. La disfida di Carnevale si annuncia con tamburi di guerra. Protagonisti di questo tam tam mediatico i commercianti della Passeggiata, contrari ai sei corsi invernali e dubbiosi per quanto riguarda il Carnevale estivo. Esemplare la lettera, pubblicata ieri sul nostro giornale, inviata al sindaco Luca Lunardini da Susanna Fontana, titolare di "Mondodisco" nella quale si sottolineavano i danni subiti dai negozi per i corsi mascherati. Non una voce isolata. I colleghi sono con lei.  «Sono d'accordo con la signora Fontana - spiega Sabrina Gabrielli, dell'omonimo negozio di scarpe - perché le sfilate bloccano e rovinano il nostro lavoro. Le domeniche pomeriggio dobbiamo stare chiusi perché la gente entra solo per chiederci sacchetti o se possono utilizzare il bagno. Sei corsi sono troppi e sono contraria anche al Carnevale estivo. È giusto pubblicizzare la manifestazione, ma che lo facciano attraverso feste alla Cittadella o sul vialone in Darsena».  Dello stesso parere anche il negozio di abbigliamento "Silvia Bini". «Non mi sembra proprio il caso di procrastinare i corsi per un'altra domenica - afferma - io capisco che all'interno della manifestazione ci sia bisogno di lavorare e di portare avanti i propri interessi, ma devono essere interessi comunitari che rechino vantaggi per tutti. Anche il Carnevale estivo per esempio ci costringerà a stare chiusi i giorni d'estate che per noi sono preziosi». Nessuno dei commercianti mette in dubbio la manifestazione quanto piuttosto la sua durata, giudicata dai più "eccessiva". «Il Carnevale - dice Piero Bertolani, titolare dei punti vendita "Centro Sport" - è un appuntamento storico che deve essere svolto, ma è anche vero che non esiste festa al mondo che duri quasi due mesi. Io vorrei tornare ai tre corsi di un tempo, aumentando magari gli eventi infrasettimanali e coinvolgendo le categorie economiche molto spesso scavalcate e non prese in considerazione».  Dubbi su questi sei corsi "della discordia" vengono avanzati anche dal presidente Ascom, Graziano Giannessi. «Il Carnevale è patrimonio della città e deve essere fatto - spiega - ma deve avere una durata limitata e non deve invadere gli spazi degli altri. Se il prolungamento dei corsi è la soluzione per risanare il bilancio, lo posso capire, ma queste scelte devono essere mediate e devono cercare di non danneggiare l'attività altrui». L'idea di Burlamacco tutto l'anno non va giù ai commercianti della Passeggiata, da qualche giorno sul piede di guerra, ma c'è chi in questa contrapposizione tra fazioni cerca di raggiungere un accordo. «Alla luce di tutte queste polemiche - afferma Alessandro Cerrai, numero uno di Confesercenti Versilia - ho contattato il Presidente Santini proponendo un incontro con le associazioni di categoria per presentare il programma della Fondazione. L'ipotesi di aumentare il numero dei corsi convince poco anche me, ma il problema fondamentale che ha scaturito poi questo polverone sta nel fatto che non c'è dialogo, elemento fondamentale per perseguire gli interessi del Carnevale e del commercio». Nella lettera di Susanna Fontana a Lunardini che ha innescato l'ira dei vertici della Fondazione si parlava anche di bar e ristoranti «penalizzati dalla moltitudine di spacci che spuntano ovunque». E in effetti il Carnevale a sei corsi non piace neanche a questo tipo di attività. «Sono dell'idea di concentrare la manifestazione e non di prolungarla - dice Michele Del Sorbo, del bar gelateria "La Fiorentina" - noi il giorno del corso si lavora abbastanza nonostante chioschi e baracchini vari, ma alle 17 con il triplice colpo di cannone è tutto finito e si potrebbe anche chiudere. Per quanto riguarda il Carnevale estivo, la rivoluzione nasce se dobbiamo togliere le verande esterne che per la stagione sono indispensabili». Nessun beneficio dal Carnevale anche secondo Marzena Przybylek, titolare delle gelaterie "Viel" e "La Veneta". «Per noi i corsi non rappresentano una grande opportunità perché lavoriamo senza servizio a tavolo, senza camerieri e in più c'è il problema dei parcheggi». Una delle preoccupazioni maggiori per i titolari di queste attività è quella di dover togliere gazebi e verande. «Non offrire la possibilità di sedersi al cliente - afferma Bianca Silvestri del bar "La Passeggiata" - soprattutto d'estate ci ostacolerebbe molto». E tra le polemiche spunta chi mira a raggiungere un compromesso. «Io la piazza esterna la tolgo anche, altrimenti come fanno a passare i carri? - si chiede Mario D'Elia del bar pizzeria "Contemporanea" - ma da parte sua il sindaco o chi per lui ci deve fare uno sconto sul suolo pubblico. Per quanto riguarda il sesto corso non mi oppongo, alla fine cinque o sei non cambia. Sono più contrario alle aiuole secche e al mercato in Passeggiata piuttosto che al Carnevale».

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