Attenzione
Picchiati e rapinati, caccia al basista
Matteo Tuccini
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SICUREZZA. Il sindaco Luca Lunardini A lato, la casa dellassalto I tre banditi forse informati sugli spostamenti della coppia
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VIAREGGIO. La sensazione era emersa poche ore dopo l'aggressione. Troppo sicuri i tre banditi su dove andare a parare, troppo mirate le loro azioni. E così il giorno dopo l'"Arancia meccanica" in via Da Vinci è partita la caccia al basista. Qualcuno potrebbe aver fornito delle informazioni preziose ai malviventi che domenica notte hanno pestato a sangue, sequestrato e rapinato per decine di migliaia di euro Maria Elena Bertacca e Raffaele La Piano, marito e moglie titolari della pensione Maria Elena e gestori del bagno Carla. La polizia - che sta lavorando sul caso - non conferma questa ipotesi investigativa, ma è chiaro che le modalità del colpo destano dei sospetti che meritano di essere approfonditi. Difficile, come del resto lo è sempre, il lavoro degli inquirenti. Anche per individuare gli stessi componenti della banda, che forse ha colpito in città per la prima volta. Professionisti, probabilmente originari dell'Europa dell'est, che sembrano essere andati a colpo sicuro. Notte da incubo. Per la coppia sono state autentiche ore da incubo, quelle vissute domenica sera nella loro casa. I tre banditi erano armati e mascherati e hanno obbligato la donna - la prima a vederli - a portarli alla cassaforte dell'hotel, che è a due passi. Poi, dopo qualche ceffone, l'hanno costretta a tornare in casa. Dove si trovavano altre casseforti, tutte svuotate dai malviventi. Con contorno di violenze ripetute a entrambi i coniugi, tanto che il marito - un dentista assai noto - è finito all'ospedale con 20 giorni di prognosi. «Sono stati 10 minuti di autentico terrore», ha detto poi Maria Elena Bertacca. «Informato il Governo». Ieri il sindaco Luca Lunardini ha fatto visita alla coppia, ancora terrorizzata per quanto accaduto. Tanto da rifiutare qualsiasi colloquio con i giornali. «A questa famiglia - dice il primo cittadino - ho espresso la solidarietà e la vicinanza dell'amministrazione comunale e dell'intera città. Questo atto barbaro è qualcosa di così lontano dal nostro vivere quotidiano da lasciarci sgomenti. Nel corso di un colloquio con il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano l'ho informato di quanto accaduto, e lui è rimasto impressionato». Sarà un caso, ma via Da Vinci è lo stesso punto dove circa un mese fa furono rapinate le due commesse del negozio di Intimissimi in Passeggiata. Al di là della differenza tra i due episodi, sembra quasi che una zona nobile della città sia stata presa di mira. «Non credo che si debba temere per le sorti di questa parte di città - dice Lunardini - è chiaro che via Da Vinci è una via residenziale e che ha un certo tipo di persone che la vivono e ci vivono. Comunque ribadisco la volontà del Governo, come spiegatomi anche dal sottosegretario Mantovano, di inviare rinforzi per aumentare la nostra sicurezza. Soprattutto nelle zone più "calde"».
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