Il Tirreno

Versilia

Forte. Nel mirino la vendita dei terreni pubblici e le modifiche sul numero di case da costruire

Balderi, veleno contro Buratti

<strong>2007.</strong> Umberto Buratti sul palco in piazza Garibaldi dopo lo scrutinio delle elezioni che lo portarono sulla poltrona più importante del municipio
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2007. Umberto Buratti sul palco in piazza Garibaldi dopo lo scrutinio delle elezioni che lo portarono sulla poltrona più importante del municipio

L'ex segretario Pd: «Sull'urbanistica stesse scelte di Bertola»

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FORTE. «L'opportunità per "Amo il Forte" di governare il nostro comune, ottenuta grazie solo e soltanto alla divisione nata all'interno del centrodestra (Buratti ha vinto con gli stessi voti e la stessa percentuale che io ebbi nel 2002) è andata a mio avviso disattesa»: parole durissime, che arrivano da Fabio Balderi, ex consigliere e candidato al sindaco del centrosinistra contro Roberto Bertola. Uno scossone, dopo le provinciali, da parte dell'ex segretario versiliese del Pd: «Accetto l'invito del sindaco a non confondere i risultati di elezioni più politiche rispetto alle comunali, specialmente quando si tratta di un comune piccolo, ma importante come Forte. Si tratta però solo di non confondere i risultati di Baccelli o di Brunini con il consenso che i futuri candidati a sindaco potrebbero ottenere il prossimo anno. Ha quindi ragione Tucci a dire che il risultato del Forte promuove, anche se non in termini eclatanti come in passato, il centrodestra. E ha ragione a dire che qui non si è avvertito un "effetto sindaco", che facesse da apripista ai partiti del centrosinistra che lo sostengono. Parto da qui perciò per fare la mia personale valutazione sulla prossima tornata elettorale: credo che nel nostro piccolo comune si dovrà compiere una scelta di parte e non di partito. Al Forte è già capitato in passato. Lo stesso sindaco riconosce che la sua è una lista civica, aperta al contributo di tutti e non prigioniera di schematismi. Le opinioni sulla politica nazionale riguardino il livello nazionale, dice l'attuale primo cittadino. E io concordo. Per questo sono convinto che il prossimo sindaco debba essere scelto solo in base al programma che proporrà, agli uomini di cui si avvarrà per onorarlo e, ovviamente, sulla base delle proprie capacità personali».  Va da se, spiega Balderi, che «ripresentandosi come candidato alla guida del comune, Buratti non potrà non dar conto delle scelte fatte nel corso di questi anni d'amministrazione e non so quale è oggi e quale sarà tra un anno il giudizio degli elettori sull'operato dell'amministrazione Buratti. So invece che, personalmente, soprattutto per quanto riguarda le decisioni assunte in tema di governo del territorio, io non posso darne un giudizio positivo. In questi quattro anni sono state infatti prese decisioni che non ho condiviso, le stesse decisioni che ho osteggiato nel corso di otto anni di consiglio comunale dai banchi dell'opposizione, quando ad avanzarle era la giunta Bertola. Sono state prese decisioni non su aspetti secondari o irrilevanti: ad esempio, le delibere sulle alienazioni del patrimonio pubblico, piuttosto che alcune modifiche della normativa riguardante il dimensionamento edilizio, rappresentano per me uno spartiacque programmatico su cui dover compiere una scelta; quella scelta a cui anche Buratti, indirettamente, si richiama.  «Spero che il prossimo anno Forte mi faccia una scelta svincolata dalla sola logica dell'appartenenza di partito, io almeno lo farò, - continua Balderi - come Buratti, che si appella alla lista civica e non ai partiti che in realtà, invece lo sostengono. Vorrei infine ricordare che non ci sono cittadini che "amano veramente Forte dei Marmi" e altri che, dovrebbero non amarlo o addirittura odiarlo, come viene detto con parzialità. Ci sono solo i cittadini del Forte che sono sicuro sapranno scegliere con serenità un candidato che sia in grado di mettere assieme e non dividere».

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