Proteste
Bagni, campagna contro la Moratti
Luca Cinotti e Matteo Tuccini
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SPIAGGE. Balneari dicono no alle aste Parte l'appello ai clienti milanesi: «Non votatela domenica prossima»
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«Caro cliente milanese, se hai a cuore le sorti del nostro bagno non votare al ballottaggio Letizia Moratti». Il messaggio è un po' forzato, ma il contenuto del tam tam partito su Facebook è quello. E cioè: tutto va bene, purché si dia un colpo al Governo. Il fatto è che - nonostante le rassicurazioni, ripetute anche ieri da esponenti della maggioranza di centrodestra, sulla volontà di salvarli dalle aste - i balneari si sono sentiti traditi da quello che ritenevano un loro punto di riferimento tradizionale: Silvio Berlusconi. Il suo Governo così attento all'impresa, piccola e media in particolare, nella battaglia contro la direttiva Bolkestein e il rischio della messa a gara delle concessioni demaniali nel 2016 li ha prima delusi, poi li ha illusi e infine li ha lasciati con un palmo di naso. Anche se va detto, a onore del vero, che le modifiche chieste dal Quirinale per porre la firma al decreto sviluppo, che in pratica ha dato il via libera alle aste delle spiagge per l'assegnazione di 20 anni, sono state decisive. Idea nata su Internet. La battaglia dei balneari da sempre corre sul web, ed è lì che nascono tutte le manifestazioni e iniziative di protesta. Questa è nata proprio sulla pagina Facebook del Movimento balneare, che è il punto di riferimento telematico di molti titolari di stabilimenti: qui è partito il primo invito, poi esteso anche di persona e telefonicamente, ai clienti che vivono a Milano a non votare Letizia Moratti. Un appello che assume ancora più significato in vista del ballottaggio di domenica tra il sindaco uscente, candidato del centrodestra, e il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia. Le schede anti Bolkestein. La guerra sulla direttiva europea ha avuto anche un altro fronte "incrociato" con le ultime elezioni. È successo a Forte dei Marmi, dove gli scrutatori si sono trovati di fronte, durante le operazioni di spoglio, a decine di schede annullate con la scritta "no alla Bolkestein". Che si tratti di una protesta in qualche modo organizzata, lo dimostra il fatto che queste schede annullate sono andate a sommarsi a quelle che "fisiologicamente" si registrano a Forte dei Marmi. Lo dimostrano i numeri: solo un anno fa, alle elezioni regionali ci furono 100 schede nulle su un totale di 4.040 votanti (il 2,4%). Il 15 e il 16 maggio, invece, pur di fronte a un calo netto degli elettori (scesi a 3.539) si è assistito a un'impennata delle nulle, arrivate a 137, il 3,8% del totale. In particolare, le sezioni più "colpite" da questo comportamento sono quelle di Vittoria Apuana e, seppur in misura leggermente minore, quelle di via Melato, dove confluiscono gli elettori che abitano nel centro di Forte dei Marmi.
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