Sicurezza
Picchiati a sangue e rapinati dentro casa
Claudio Vecoli
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TERRORE IN CASA. A sinistra lhotel Maria Elena in via Leonardo da Vinci. Sopra: il campanello della casa dove abitano le due vittime della rapina A destra: lappartamento in cui si è consumata la seconda e più sanguinosa parte del colpo Agguato nella notte: marito e moglie in balìa di tre banditi armati e mascherati
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VIAREGGIO. Freddi. Determinati. E, soprattutto, violenti. Sono i tre banditi armati e mascherati che domenica notte hanno picchiato, sequestrato e rapinato nella loro casa di via Leonardo da Vinci Maria Elena Bertacca, 57 anni, e il marito Raffaele La Piano, 59 anni, proprietari della pensione Maria Elena (nonché gestori del bagno Carla) derubandoli di gioielli e denaro per svariate decine di migliaia di euro. Una dinamica che per la ferocia ricorda la banda di «Arancia Meccanica». E che preoccupa - e non poco - gli inquirenti che stanno lavorando intorno al caso. L'agguato. I malviventi - tre uomini con il volto travisato con delle calze di nylon, uno dei quali armato di pistola - sono entrati in azione poco prima di mezzanotte. Evidentemente a conoscenza delle abitudini delle loro vittime, sono riusciti ad introdursi nell'androne della casa di via Leonardo da Vinci dove vive la coppia. Ed hanno pazientemente atteso che Maria Elena rientrasse dal bagno Carla, dove aveva trascorso al lavoro la domenica. Quando la donna ha trovato il portoncino della palazzina aperto, si è insospettita. Ma una volta entrata, non immaginava certo di trovarsi di fronte a tre uomini armati e mascherati che la stavano aspettando. «Portaci alle cassaforti», le hanno intimato in un italiano dall'inflessione che tradiva una origine dell'Est Europa. E, minacciandola con la pistola, si sono diretti alla pensione Maria Elena, sulla medesima strada, raggiungibile attraverso un corridoio interno che collega direttamente la casa all'hotel. La prima cassaforte. La donna, comprensibilmente terrorizzata, ha immediatamente obbedito agli ordini. E si è diretta ad una prima cassaforte che si trova nell'albergo, l'ha aperta ed ha consegnato ai tre banditi il denaro che si trovava all'interno. Ma i tre non si sono accontentati del malloppo. Ed hanno preteso di più. «Adesso vogliamo anche gli altri soldi», hanno aggiunto minacciosi. E per essere ancor più convincenti è volato anche qualche schiaffo (la donna ha rimediato anche una ecchimosi sul naso). Dall'hotel alla casa. Piegandosi ai metodi violenti della banda, la donna ha portato i tre nell'appartamento dove vive con il marito (e dove abita anche l'anziana madre, che fortunatamente dormiva e non si è resa conto di nulla). Quando Raffaele La Piano, conosciuto medico dentista viareggino, ha visto la moglie con i banditi e si è reso conto di cosa stava accadendo, ha cominciato ad urlare e a chiedere aiuto. Ma così facendo ha scatenato la reazione violenta dei tre banditi che lo hanno selvaggiamente e ripetutamente colpito al volto, procurandogli escoriazioni risultate poi guaribili in una ventina di giorni. Di fronte alla furia dei malviventi, ai due non è rimasto altro da fare che aprire anche le altre cassaforti che si trovano nell'abitazione. E consegnare ai banditi, oltre al denaro contante che vi era conservato, anche oro e gioielli di famiglia che soprattutto la donna custodiva da anni. Un bottino che ancora non è stato possibile quantificare con esattezza, ma che - unito al denaro preso nella pensione - è stato stimato in svariate decine di migliaia di euro. La fuga e l'allarme. Quando finalmente i banditi hanno capito che non avrebbero trovato nient'altro da portare via, i tre sono scappati via lasciando la donna rinchiusa nel bagno e il marito semisvenuto disteso sul letto in una pozza di sangue. Prima che Maria Elena Bertacca si riprendesse dallo spavento e potesse dare l'allarme al 113, sono così trascorsi alcuni, lunghissimi minuti. Che hanno permesso ai tre componenti della banda di scappare via indisturbati riuscendo a far perdere le proprie tracce. Raffaele La Piano è invece stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale «Versilia» dove è stato curato e dimesso con una prognosi di 20 giorni. Le indagini. Sull'inquietante episodio stanno adesso indagando gli uomini della squadra anticrimine del commissariato di Viareggio. Che stanno studiando dinamica e modus operandi dei tre delinquenti. «Si tratta sicuramente di professionisti, che hanno lasciato pochissime tracce (oltre alle calze di nylon sul volto, hanno utilizzato anche guanti di lattice, ndr). E che con ogni probabilità hanno colpito a Viareggio per la prima volta», si lasciano sfuggire gli inquirenti. Insomma, la rapina di domenica non avrebbe niente a che vedere con i tanti episodi di cronaca nera delle scorse settimane (dalle rapine ai supermercati all'agguato alla commessa di «Intimissimi»), ma è frutto di una banda probabilmente arrivata da fuori (e che di certo aveva però dei basisti in zona). Ma la vera preoccupazione è che possano tornare a colpire.
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