Toscana
«Berlusconi venga a spiegare, o sarà sciopero della fame»
I balneari di nuovo a Roma per un sit-in contro il decreto
◗
A ROMA. Due immagini di una precedente protesta dei balneari a Roma 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Ormai sembra diventata la piazza Tien an men dei balneari, il luogo simbolo della resistenza e della protesta della categoria contro la direttiva Bolkestein e lo spettro delle gare per le concessioni: oggi un gruppo di operatori versiliesi sarà a Roma, a piazza Navona, per dar man forte al sit-in nato dai "colleghi" di Marche e Abruzzo. Una manifestazione che chiede una parola di chiarezza da parte del Governo sul decreto sviluppo: «Resteremo in piazza fino a quando non avremo risposte da Berlusconi». Il Comitato "No alle aste" si è riunito ieri al bagno Arizona in Darsena per decidere, fra l'altro, le modalità operative della nuova mobilitazione. Di sicuro c'è che la rappresentanza della Versilia non mancherà, come sempre. I primi gruppi partiranno già stamani, per essere oggi in piazza Navona, a due passi dai palazzi del potere, con tanto di sacchi a pelo per prepararsi a passare la notte all'aperto. Ma non è escluso - anzi è praticamente certo - che altri balneari partiranno nei prossimi giorni. La protesta (alla quale non aderiscono i sindacati Sib e Fiba) non ha infatti un termine prefissato: «L'idea è di proseguire fino a quando non parleremo con qualcuno del Governo», spiega Emiliano Favilla. I più "oltranzisti", quelli che dall'Adriatico hanno convocato la protesta, chiedono di conferire direttamente con Berlusconi e minacciano addirittura di inziare uno sciopero della fame. Intanto oggi il presidente della Camera Gianfranco Fini dovrebbe decidere sul conflitto fra commissioni per l'esame della legge di conversione: un passaggio che è sì formale, ma che segnerà comunque l'avvio dell'iter legislativo e della possibilità di presentare emendamenti. Quegli stessi emendamenti nei quali sperano i balneari, che vedono il decreto partorito da Tremonti come il fumo negli occhi: anche nelle relazioni di accompagnamento, infatti, si parla di diritto di superficie da rilasciare «nei rispetto dei principi europei di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità». In una parola, mediante gare pubbliche. Ieri un deputato (per la verità non proprio di primo piano) della maggioranza, Sergio Pizzolante, ha ventilato la possibilità di stralcio della parte sulle concessioni. Uno scenario che si scontra con la necessità di Pdl e Lega di ridurre al minimo la possibilità di incidenti parlamentari su un provvedimento così importante: la fiducia annunciata sul decreto "omnibus" ne è la conferma.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
