Il Tirreno

Versilia

«Non ridurremo il credito alle imprese»

<b>BCC.</b> Da sinistra Enzo Stamati, il presidente Umberto Guidugli e il direttore generale Paolo Pelliccioni
◗
BCC. Da sinistra Enzo Stamati, il presidente Umberto Guidugli e il direttore generale Paolo Pelliccioni

Il presidente Umberto Guidugli: «Abbiamo aumentato il volume degli impieghi»

4 MINUTI DI LETTURA





 PIETRASANTA. Le assemblee della Bcc della Versilia, Lunigiana e Garfagnana di sabato 28 maggio saranno due. Al mattino, alle ore 10, quella ordinaria per l'approvazione del bilancio 2010 con le decisioni conseguenti; e al pomeriggio, alle ore 14, quella straordinaria per importanti modifiche statutarie e la modifica dei regolamenti assembleare ed elettorale. Sono 3.697 i soci aventi diritto al voto: 2.710 persone fisiche, 578 ditte individuali e 409 società. Pubblichiamo un'intervista che il presidente della Bcc della Versilia notaio Umberto Guidugli, ha rilasciato a Il Tirreno. di Giuliano Rebechi Andiamo al sodo, presidente Guidugli. Gli accordi di Basilea parlano chiaro e dicono al sistema del credito: care banche bisogna patrimonializzare, perché un patrimonio insufficiente non garantisce la clientela e, in particolare, i depositi. La Bcc della Versilia, Lunigiana e Garfagnana come rispettare quegli accordi e tutelare i risparmiatori?  «Basilea dice che per i prossimi anni dovremo, non solo consolidare il patrimonio, ma soprattutto applicare regole ferree che garantiscano il mantenimento di una sufficiente liquidità, vera garanzia per il risparmiatore. E sotto questo punto di vista posso assicurare che la nostra banca non ha problemi di liquidità. Il rapporto tra raccolta e impieghi negli ultimi anni è sempre rimasto al disotto dell'85% che rappresenta un buon margine di sicurezza. Abbiamo intenzione di continuare su questo trend che, sia chiaro, presenta anche aspetti negativi per la banca, perché meno impiego minori sono i rischi ma è minore anche il guadagno per la banca che, per vivere, deve agire come tutte le aziende. La Banca d'Italia ci ha riconosciuto questo merito e se in assemblea qualcuno volesse contestare sono pronto a rispondere».  Vale a dire?  «... a spiegare che si tratta di una scelta razionale e non di un colpo di testa. Una scelta che, è vero, dà un po' meno redditività per la banca ma la mette al riparo da rischi e in condizione di avere a disposizione sufficiente liquidità. Proprio come vuole anche Basilea 3».  E per quanto riguarda il patrimonio?  «Il patrimonio di vigilanza aumenta: dai 99 milioni di euro del 2009 passa ad oltre 100 milioni del 2010. Ma soprattutto è la disponibilità di 45 milioni di euro di patrimonio libero dall'imputazione dei possibili rischi che ci matte al riparo da brutte sorprese. La nostra clientela è perciò tutelata».  Il credito cooperativo, per sua natura e ancor di più con la crisi in corso, è in prima linea nel sostenere artigiani, commercianti e piccole e medie imprese. Come ha fatto fronte la Banca della Versilia a questo impegno?  «Le Bcc sono state molto apprezzate in questo momento di crisi, come è stato detto dal governatore Draghi, perché hanno assunto un ruolo anti-ciclico a favore dell'economia del territorio. Ciò significa che noi non abbiamo ridotto il credito mentre gli altri istituti bancari lo hanno fatto. Anzi, la nostra Banca in questo periodo di crisi ha superato quel rapporto raccolta-impieghi di cui parlavo portandolo all'87-88%, abbiamo aumentato i volumi degli impieghi. Nonostante ciò l'aumento delle sofferenze lorde della nostra Bcc si è fermato al 16%, inferiore di 4 punti a quello toscano e inferiore di circa la metà a quello nazionale».  E in futuro?  «Finché le condizioni generali ce lo permetteranno porteremo avanti le politiche fino ad oggi perseguite, ma non possiamo escludere di doverle rivedere. Potremmo, ad esempio, dover applicare condizioni diverse a chi avrà minor credito rispetto a chi dimostrerà di averne di più e stabilire commissioni sulla base del merito obiettivo».  Dopo le due fusioni con Lunigiana e Garfagnana e ben 19 filiali oggi attive sul territorio c'era da attendersi un periodo di assestamento e di consolidamento della Banca e invece nella relazione al bilancio si parla di possibili nuove fusioni e di nuovi sportelli.  «La Federazione delle Bcc tende a frenare l'apertura di nuovi sportelli anche perché oggi ci vogliono mediamente cinque anni per ammortizzare i costi di avvio. Si punta ad uno sviluppo verticale più che ad uno di tipo orizzontale, cioè a raschiare il barile con economie e razionalizzazioni. Ma con il patrimonio che possiede la nostra Banca se chiediamo nuove aperture ce le accorderanno. Anzi, posso dire che ne faremo senz'altro un paio: un nuovo sportello a Lucca e uno a Sarzana».  Ma si parla anche di nuove fusioni.  «Le fusioni in generale vanno fatte con banche non decotte, perché la fusione in quel caso costerebbe troppo. Vanno fatte prima dell'insorgere di gravi difficoltà e perché una banca troppo piccola non ha futuro. Per agevolare questi processi sono state create nuove zonizzazioni, all'interno delle quali se si profilano criticità le fusioni sono auspicabili. La nostra zona comprende le province di Lucca, di La Spezia e anche la provincia di Massa Carrara. Lascio ai lettori di trarre ogni logica conclusione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa