Sicurezza
Vangi da oggi è pietrasantino
Luca Basile
Cittadinanza onoraria al celebre scultore qui da quaranta anni
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PIETRASANTA. «Alla mia età, che proprio verde non è, continuo ogni giorno ad imparare cose nuove». La formalità ed i toni noiosamente ossequiosi, Giuliano Vangi, classe 1931, scultore di fama mondiale, persona semplice e schiva al tempo stesso, li ha messi al bando da una vita. Un modo di proporsi, diretto e cortese, a lieve sorriso di labbra, ribadito anche ieri mattina sullo sfondo di un'affollata sala consiliare in municipio, durante la cerimonia che ha visto Domenico Lombardi donare all'artista la pergamena, che sancisce lo status di cittadino onorario. «Vangi è stato ed è un prezioso ambasciatore della nostra terra. Lo ritengo, per statura artistica e morale, uno dei più grandi cittadini della nostra storia cittadina».
Parole importanti, quelle del sindaco Domenico Lombardi, sdrammatizzate dallo stesso Vangi. «Grazie Sindaco, ma non esagerare...», ha detto Vangi, il quale ha poi riavvolto il nastro della memoria. «Il mio primo approccio con Pietrasanta - ha detto l'artista - risale agli anni Settanta, per la fusione di un'opera. Ricordo che contattai la Fonderia Mariani. Poi, da quel giorno, è stato un andare e venire. Sono nato a Barberino del Mugello, vivo nelle Marche, a Pesaro, ma spesso e volentieri, per lavoro ed anche per affetto, mi ritrovo a Pietrasanta, che considero veramente la mia città e dove posso contare su molti amici sinceri.
E l'amicizia, nella vita, è davvero qualcosa di importante. Ecco, perché mi sento onorato per la scelta fatta dall'amministrazione». Inno di Mameli a risuonare negli ambienti del Comune, strette di mano, gli amici e i parenti di Barberino, quelli di Pesaro, le foto, la targa in bronzo, consegnata sempre dal Sindaco, raffigurante i simboli della città. Sono istantanee di una mattinata, durante la quale Vangi ha però voluto sottolineare soprattutto il ruolo dei laboratori e delle fonderie pietrasantine. «Questa è una città bellissima, nelle cui vicinanze si trovano montagne che sono una dote fantastica per noi scultori.
Ma tutto sarebbe inutile - ha spiegato Vangi - se non fosse presente una capacità a livello artigianale che è senza eguali nel resto del mondo e dalla quale ancora oggi continuo ad apprendere. Pietrasanta è la città ideale per la scultura e gli artigiani di questo territorio sono straordinari. Ed è per questo motivo, che l'amministrazione comunale dovrà fare tutto il possibile per non lasciare sfiorire questa tradizione, valorizzandola e tutelandola, nei limiti delle proprie possibilità e competenze.
È un invito, che faccio oggi al sindaco Lombardi, nella speranza che venga accolto, perché questo tesoro di creatività e talento, non deve andare perso». Ed intorno a Vangi, che da oltre 20 anni ha un atelier nel cuore della città, si sono stretti i "suoi" artigiani, dai fratelli Galeotti ai Cervietti e ancora Togni, Galleni e le più importanti fonderie cittadine. «Spero di non deludervi». Una chiosa alla cerimonia, quella di Vangi, in linea con il personaggio. Soprattutto, una chiosa, da Maestro.
Parole importanti, quelle del sindaco Domenico Lombardi, sdrammatizzate dallo stesso Vangi. «Grazie Sindaco, ma non esagerare...», ha detto Vangi, il quale ha poi riavvolto il nastro della memoria. «Il mio primo approccio con Pietrasanta - ha detto l'artista - risale agli anni Settanta, per la fusione di un'opera. Ricordo che contattai la Fonderia Mariani. Poi, da quel giorno, è stato un andare e venire. Sono nato a Barberino del Mugello, vivo nelle Marche, a Pesaro, ma spesso e volentieri, per lavoro ed anche per affetto, mi ritrovo a Pietrasanta, che considero veramente la mia città e dove posso contare su molti amici sinceri.
E l'amicizia, nella vita, è davvero qualcosa di importante. Ecco, perché mi sento onorato per la scelta fatta dall'amministrazione». Inno di Mameli a risuonare negli ambienti del Comune, strette di mano, gli amici e i parenti di Barberino, quelli di Pesaro, le foto, la targa in bronzo, consegnata sempre dal Sindaco, raffigurante i simboli della città. Sono istantanee di una mattinata, durante la quale Vangi ha però voluto sottolineare soprattutto il ruolo dei laboratori e delle fonderie pietrasantine. «Questa è una città bellissima, nelle cui vicinanze si trovano montagne che sono una dote fantastica per noi scultori.
Ma tutto sarebbe inutile - ha spiegato Vangi - se non fosse presente una capacità a livello artigianale che è senza eguali nel resto del mondo e dalla quale ancora oggi continuo ad apprendere. Pietrasanta è la città ideale per la scultura e gli artigiani di questo territorio sono straordinari. Ed è per questo motivo, che l'amministrazione comunale dovrà fare tutto il possibile per non lasciare sfiorire questa tradizione, valorizzandola e tutelandola, nei limiti delle proprie possibilità e competenze.
È un invito, che faccio oggi al sindaco Lombardi, nella speranza che venga accolto, perché questo tesoro di creatività e talento, non deve andare perso». Ed intorno a Vangi, che da oltre 20 anni ha un atelier nel cuore della città, si sono stretti i "suoi" artigiani, dai fratelli Galeotti ai Cervietti e ancora Togni, Galleni e le più importanti fonderie cittadine. «Spero di non deludervi». Una chiosa alla cerimonia, quella di Vangi, in linea con il personaggio. Soprattutto, una chiosa, da Maestro.
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