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Decreto spiagge, Sib critico col governo
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Due immagini dei Giochi delle contrade edizione 2010 La panacea di tutti i mali si sta rivelando un ulteriore problema per i bagni
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FORTE. «La disciplina del demanio marittimo, merita maggiori approfondimenti, attenzione e cura». È questa l'opinione di Riccardo Borgo, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe-Confcommercio in riferimento al decreto legge del Ministro Giulio Tremonti. «Siamo convinti - spiega Borgo - che il contenuto non risponde alle aspettative delle 30.000 imprese balneari, né alle necessità ed alle esigenze del turismo italiano. Chiediamo a Governo e Parlamento di intervenire in maniera specifica sulla parte del decreto dedicato al settore per correlare i suoi contenuti ai principi dell'Ordine del giorno approvato all'unanimità dal Senato lo scorso 5 maggio e che impegna l'esecutivo su tre punti fondamentali: proporre alla Commissione europea modifiche volte ad escludere le concessioni demaniali ad uso turistico ricreativo dalla "direttiva servizi"; valutare ogni più opportuna iniziativa per non penalizzare il settore e i relativi livelli occupazionali, promuovere l'introduzione di una norma transitoria di lungo periodo per garantire il principio della tutela del legittimo affidamento; proseguire nell'impegno di raggiungere un accordo con le Regioni e i rappresentanti delle organizzazioni del settore per la definizione di un nuovo quadro legislativo. Per quanto riguarda la costituzione dei distretti "turistico-alberghieri, nautica da diporto" riteniamo fondamentale completare questa definizione inserendo anche il termine "balneari"». A tal fine - conclude Borgo - sono stati richiesti incontri con il Ministro Tremonti, con le Commissioni parlamentari che si accingono all'esame del testo del decreto, con le Regioni e con l'Anci.
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