Il Tirreno

Versilia

Pineta di Ponente, spacciatori ko

Donatella Francesconi
Confronto al chiosco la “Boutique del cocomero”; polizia a cavallo in viale Capponi; si discute al bocciodromo; Luciano Ghilarducci e Moreno Donnini
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Confronto al chiosco la “Boutique del cocomero”; polizia a cavallo in viale Capponi; si discute al bocciodromo; Luciano Ghilarducci e Moreno Donnini

I controlli quotidiani delle forze dell'ordine hanno messo in crisi il mercato

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 VIAREGGIO. Niente fischi, niente staffette, niente via vai di clienti. Pomeriggio in pineta, con i rappresentanti delle categorie commerciali, gli operatori del parco cittadino, il dirigente del commissariato, Leopoldo Laricchia. Gli spacciatori sembrano aver sgomberato il campo.  Lo confermano i gestori di chioschi e noleggi dove Laricchia si ferma, ascolta, parla dell'azione congiunta che tutte le forze dell'ordine presenti sul territorio hanno avviato per contrastare il fenomeno che tanto aveva fatto discutere della pineta di Ponente. Articoli e inchieste tv non sono piaciute ai commercianti che chiedono di abbassare i toni: «I clienti telefonano - racconta Moreno Donnini per il "Trocadero" e non chiedono se siamo aperti o chiusi, ma se è sicuro entrare in pineta».  Ma quale era la realtà fino a quindici giorni fa sono gli stessi commercianti a confermarlo: «Il via vai era sotto gli occhi di tutti - continua lo stesso Donnini -: il cliente arrivava, veniva contattato da una staffetta in bicicletta, magari non entrava neppure tra gli alberi ma restava sulla strada sfanalando. Ad accordo fatto e soldi preparati arrivava il fornitore, anche lui in bicicletta ed in una frazione di secondo avveniva lo scambio». Va meglio anche al Bocciodromo nella zona del laghetto dei cigni, come confermano gli anziani che lo frequentano insieme a Sauro Del Dotto, rappresentante di Confcommercio: «Qui l'hanno scorso ci venivano a dormire...Ora non più». Se capita - è la testimonianza di Laricchia - è facile accorgersene: «Pacchetti di Malboro e scatolette vuote di tonno Riomare sono il segno del passaggio di chi sceglie la pineta per accamparsi».  All'inizio di viale Capponi c'è la polizia a cavallo, ormai presenza fissa nel parco. Manca poco ed il commissariato potrà contare su una vera e propria scuderia in pineta di Levante: aprire la struttura significa poter disporre - informa il dirigente - di sette cavalli e dodici cavalieri.  Al chiosco "Laghetto dei cigni" hanno le idee chiare: meglio sarebbe - spiegano i gestori - avere gli agenti in bicicletta. Non danno nell'occhio, come le auto ed i cavalli, e l'effetto deterrente si vede.  Restano in giro - raccontano al noleggio numero 8 - i tanti ragazzini italiani in cerca di sostanze. Il mercato tira ed il rischio della "caccia" allo spacciatore è il "fatti più in là". Chi vive la pineta con il cane, per il jogging o con i nipoti, testimonia lo spostarsi dei personaggi e del fenomeno: in via Fratti, angolo via Marco Polo e verso via Zara.  «La sorveglianza non sarà allentata - spiega Laricchia -: abbiamo azioni coordinate con i carabineri, presenti in pineta quanto la polizia, e con guardia di finanza, polizia municipale, Corpo forestale dello Stato. Di sera tutti gli accessi alla pineta di Ponente vengono presidiati e vi assicuro che nessuno entra od esce senza essere stato controllato». L'importante è la "tenuta" della condizione attuale, quella di un pomeriggio in cui il parco nel cuore della città ha ritrovato la sua dimensione: mamme, bambini, nonni, giochi, cani a passeggio. Con un sogno nel cuore. Quello di far vivere la pineta anche d'inverno, come sottolineano Donnini e Luciano Ghilarducci titolare dello storico "Gatto nero".  Perché ciò sia possibile - sottolinea con forza Alessandro Cerrai, direttore di Confesercenti Versilia - «serve che il Piano di gestione delle pinete trovi finalmente sviluppo, invece di restare fermo come è da anni. Ma è anche necessario che gli interventi di pulizia, illuminazione e potatura siano costanti e non solo quando l'arrivo della bella stagione fa gridare all'emergenza».  

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