Il Tirreno

Versilia

Mercato, rivolta contro il bando

<b>LOCATION.</b> Piazza Garibaldi
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LOCATION. Piazza Garibaldi

Creattività: con la richiesta di partita Iva l'evento viene snaturato

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 FORTE. Per nove anni hanno organizzato il mercatino dell'artigianato all'ombra del Fortino. Ora, con il bando emesso dal comune per trovare un soggetto gestore, i rappresentanti dell'associazione "Creattività" mandano una lettera aperta all'Amministrazione spiegando che - a loro avviso - questo passaggio comporterà la fine dell'esperienza del mercato come è stata fino ad oggi.  «Purtroppo - scrivonoBeatrice Garancini, Giuseppina Monteforte, Anna Caprili, Roberto Tognocchi e Francesco Pellegrini - il bando di concorso emesso mira a un tipo di manifestazione che ha ben poco di compatibile con quella portata avanti fino ad ora e con i principi e lo spirito della nostra associazione. Il bando, infatti, ha sì come oggetto l'"artigianato hobbistico", ma sorprendentemente impone che 5 dei 15 stand sulla piazza vengano riservati a soggetti iscritti al R.e.a., cioè a ditte con regolare partita Iva».  Questo, per l'associazione, è «assolutamente contraddittorio e inconcepibile. Quello in cui ci eravamo impegnati era portare in piazza un artigianato artistico di buon livello e soprattutto puro e autentico. Ecco perché noi 5 soci fondatori eravamo artigiani nobbisti, e così pure doveva necessariamente essere per gli ospiti partecipanti, cui si chiedeva obbligatoriamente di dimostrare sul posto le loro capacità manuali. Questa era la concezione della nostra associazione, che in tale direzione si è spesa per salvaguardare sì il nostro nome, ma anche e soprattutto quello della piazza che ci ospitava.  «E questo - continuano i cinque firmatari - pareva essere anche l'intendimento di un'amministrazione che espressamente ci chiedeva che così fosse, cioè che nessuno dei partecipanti avessepartita Iva. In tal modo riuscivamo, tra l'altro, a convivere serenamente con i commercianti veri e proprio, senza arrecare loro alcun danno».  L'associazione ha deciso così di fare un passo indietro: «Evaderemo completamente il bando, di fronte al quale sentiamo venir meno proprio lo scopo primario che ci ha fatto nascere e crescere».  I cinque soci fondatori ricordano che l'associazione è senza scopo di lucro: «L'abbiamo dimostrato tenendo fede a un accordo col Comune e impegnandoci a donare una cifra in beneficenza di 1.500 euro ogni anno». E nella lettera viene fatto una sorta di "rendiconto" di dove queste cifre sono finite: tre carrozzine per spiaggia e neve per ragazzi con handicap; alla Croce Verde e alla Misericordia e per l'acquisto di un navigatore satellitare per ambilanza; donazioni per le vittime della strage del 29 giugno a Viareggio, in favore della Croce Verde; donazioni in denaro alla parrocchia di S. Francesco di Vittoria Apuna per il ripristino del tetto della chiesa; donazione per contribuire alla spesa per un intervento chirurgico negli Stati Uniti a un bambino di Massa; donazione all'associazione Filo d'Argento per assicurazione e manutenzione di un pullmino per trasportare gli anziani; donazione di materiale di loro produzione per mercatino di beneficenza dell'associazione Abc. Un'esperienza che ora sembra essere davvero alla fine.

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