Il Tirreno

Versilia

Enoteca sfrattata Marcucci rilancia «La porto a Milano»

Matteo Tuccini
Michele Marcucci patron della celebre Enoteca
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Michele Marcucci patron della celebre Enoteca

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 PIETRASANTA. Il posto lo ha già individuato: «Centralissimo». Che poi, visto che si parla di Milano, è ancora un concetto ampio. Michele Marcucci è intenzionato a trasferire nella capitale morale la sua storica Enoteca.  Il possibile addio alla città di un locale da 25 anni punto di riferimento della ristorazione nazionale, è facile da spiegare. Ne stanno parlando da giorni stampa e (soprattutto) personaggi noti che in Versilia considerano irrinunciabile una puntata da Marcucci: la Curia arcivescovile di Pisa rivuole quella parte del ristorante, situato in un palazzo storico di via Garibaldi, che rientra nel suo possesso. Cucina e cantina, per la precisione. Che dovranno essere liberati - salvo proroghe, peraltro molto probabili - entro il 30 giugno. «E senza cucina e cantina - spiega Michele - che ci sto a fare qua?». Meglio prendere vini e bagagli e trasferirsi a Milano, dove c'è di sicuro chi apprezzerà il lavoro. Massimo Moratti e Adriano Galliani, ad esempio, tanto per far due nomi di gente che si è mobilitata in questi giorni per "salvare" l'Enoteca.  Ma perché la Curia rivuole quei locali, sfrattando così il ristorante? Ebbene, l'idea è quella di rientrare in possesso di tutto l'immobile per farci degli appartamenti. Un bel business, senza dubbio. Anche se da Pisa si sostiene che è stata la Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara a chiedere il ripristino dell'uso abitativo del palazzo. La Soprintendenza, però, smentisce seccamente. «Figurarsi se facciamo richieste simili - afferma l'architetto Glauco Borella, direttore dell'ufficio vincoli beni immobili - Non ci sogneremmo mai di dare indicazioni che possano spingere il proprietario di un bene soggetto a vincolo in una direzione, piuttosto che in un'altra. Se la Curia ha un interesse economico è bene che non ci usi per questo scopo. Da parte nostra c'è stata solo la segnalazione, tempo fa, di un intervento non autorizzato in un edificio vincolato». I lavori, tuttavia, come conferma Marcucci sono stati condonati.  Il Tirreno ha cercato di capirne di più contattando Luigi Marchetti, commercialista che sta seguendo l'operazione immobiliare per la chiesa pisana. Ma non è stato possibile parlarci per impegni del professionista. Nel frattempo Marcucci prepara il trasloco.

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