Gioco
Autorità portuale, largo alle aziende
Il sì di Rete Imprese e le condizioni poste alla Regione
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VIAREGGIO. No ad un Comitato portuale (quello che la Regione istituisce all'interno della proposta di legge sull'Autorità portuale) che sia «espressione solo della politica e dei tecnici e prescinda dal contributo di idee ed esprienze degli imprenditori che operano nel settore». Lo scrive Rete Imprese Toscana nel parere inviato alla Regione in questi giorni. Rete Imprese Toscana - si legge nel documento inviato a Firenze - «apprezza le finalità della proposta di legge in quanto con essa si provvede a disciplinare in modo più efficiente ed efficace pianificazione delle aree portuali, programmazione dei lavori pubblici con relativa progettazione ed esecuzione, rilascio e gestione delle concessioni demaniali. Ma in particolar modo ciò che ci spinge ad appoggiare, con convinzione, questa iniziativa - continua il parere - è la possibilità di introdurre un maggior controllo sulle modalità di impiego delle risorse destinate ai porti commerciali di rilievo regionale, operando in questo modo un meccanismo virtuoso di gestione e verifica dell'uso delle risorse». L'elemento che lascia, invece, «perplessi» è quello del «tipo di governance cui si pensa per l'Autorità portuale regionale. In merito a questo punto - è il messaggio alla Regione - ci rendiamo disponibili ad individuare le forme che consentano la rappresentanza di tutto il sistema imprenditoriale di questo comparto, coniugando allo stesso tempo la necessità di snellezza ed efficienza, caratteristiche che dovranno contraddistinguere l'attività di questo organismo. Crediamo infine che un così importante provvedimento debba essere realizzato attraverso il coinvolgimento degli enti territoriali di riferimento, attraverso un percorso che non dia a nessuno l'idea di essere sottratto dalla gestione di una funzione. Fondamentale sarà per la Regione Toscana far comprendere che tutti i soggetti coinvolti concorrono ad un processo che realizza una gestione migliore e razionale di una parte importante del sistema economico toscano». Nel parere inviato all'assessore regionale ai trasporti, Luca Ceccobao, Rete Imprese dedicato un capitolo particolare alle peculiarità del porto viareggino che ha «un forte carattere polifunzionale, in quanto riunisce in sé funzioni produttive (cantieristica), commerciali e turistiche di particolare rilievo. Viareggio rappresenta - viene ricordato - uno dei centri nazionali di riferimento per il comparto produttivo della cantieristica da diporto, circa il 50% della produzione regionale, con un tessuto imprenditoriale costituito da poche aziende medie e grandi con forte visibilità sul mercato internazionale il cui sistema produttivo è fortemente terziarizzato a favore di un indotto costituito da tantissime piccole medie imprese di impostazione artigianale. Tale artigianalità ne è proprio uno dei principali punti di forza, garantendo il livello di eccellenza del prodotto che è uno dei tratti distintivi della produzione locale». A Viareggio nei giorni scorsi proprio per parlare di Autorità portuale, l'assessore Ceccobao aveva spiegamento chiaramente che la Regione guidata dal presidente Rossi vuole "viaggiare" speditamente per portare in porto - è il caso di dirlo - l'istituzione del nuovo organismo di controllo e gestione delle Darsene viareggine.
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