Finanza
Capannoni vuoti, zero ordini
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VUOTO. Uno dei capannoni dellarea di Polo nautico Fipa annuncia esuberi nel piano portato alle banche
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VIAREGGIO. Il quadro della situazione occupazionale «è ulteriormente peggiorato»: è la denuncia di Lamberto Pocai, segretario versiliese della Fiom. «In questi giorni - continua Pocai - ho incontrato un'azienda socia di Polo Nautico che chiede una proroga della cassaintegrazione ma senza fornire la garanzia di anticipare il trattamento, come si fa di solito. La situazione economica delle aziende della nautica sta peggiorando. Ed il Piano industriale che Fipa ha presentato c'è eccedenza di personale. Siamo di fronte ad una crisi che non trova spiragli. In questo quadro, rinegoziare con le banche il proprio pezzettino di Polo Nautico non può essere la soluzione». Trentacinque gli esuberi - ed è la parola peggiore - che Fipa ha contato nel Piano presentato alle banche per ridurre il numero delle società del gruppo e rientrare dell'esposizione con gli Istituti di credito. Ma l'azienda di Francesco Guidetti non è la sola a fare i conti con la crisi. Nell'area di Polo Nautico - che il presidente della Provincia, Baccelli, ieri ha visitato - molti capannoni sono vuoti. In altri, le imbarcazioni ed i ponteggi sono al loro posto ma la produzione è ferma: un armatore morto, un ritardo nei rapporti tra acquriente e banche può mandare ko un intero cantiere. La notizia è di questi giorni: Benetti Sail division ha richiesto altra cassaintegrazione e ci sono imprese - è il racconto fatto dai delegati sindacali - «che hanno difficoltà a pagare le aziende che lavorano per loro». Aziende che si fanno avanti anche con il sindacato pur di cercare di rientrare del dovuto. Chi continua a macinare barche - prosegue la testimonianza dei delegati - «lo fa vendendo a costi stracciati che impongono lavorazioni con il massimo ribasso». Altri, che strappano al mercato qualche barca da mettere in cantiere nella Darsena viareggina, lo fanno sapendo che la produzione in terra di Versilia costringerà a fermare, sia pur temporaneamente, altri poli produttivi della stessa Toscana. Allora, se è vero che la nautica viareggina è la vetrina del mercato mondiale, oggi questa crisi ha un'importanza nazionale. E la politica, quella locale e non solo, ha il dovere di chiederne conto per capire davvero se soluzioni vi possano essere. Perché c'è in ballo il futuro di un'intera città. La stessa nella quale capita di trovare i laureati del settore a lavorare in pizzeria, rimpiangendo gli inutili studi senza la prospettiva di un futuro. D.F.
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