Il Tirreno

Versilia

Bagni fuori dal demanio

Matteo Tuccini
<b>SPIAGGE.</b> Ombrelloni e sdraio in Versilia
◗
SPIAGGE. Ombrelloni e sdraio in Versilia

Il Ministero riapre le pratiche di sei stabilimenti

2 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. Un raggio di sole in questi tempi bui per i bagni. Il ministero delle infrastrutture ha riaperto la porta alle sdemanializzazioni delle parti di spiaggia dove ci sono le strutture. Il che significa che c'è ancora una possibilità, prima di perdere tutto.  La notizia riguarda direttamente 6 stabilimenti tra Viareggio e Lido, che avevano presentato tempo fa l'istanza per togliere parte della spiaggia dal patrimonio dello Stato. Respinta in un primo momento dal ministero e poi - da ieri - ripresa in considerazione. Ma potrebbe interessare, ovviamente, tutti i bagni della Versilia, angosciati da un destino che sembra amaro. Quello di veder messe all'asta le concessioni nel 2016, alla scadenza della proroga.  Il caso dei 6 bagni. A raccontare i dettagli della questione è l'avvocato fiorentino Valerio Pardini, che assieme alla collega di Pisa Lina Cini ha seguito la pratica. «L'istanza - dice Pardini - fu presentata al ministero delle infrastrutture, che poi dette mandato alla Capitaneria di porto di valutare, attraverso un'istruttoria, se fosse possibile togliere dalla proprietà statale quella parte di arenile dove ci sono chioschi e cabine. L'istruttoria ebbe esito negativo e a quel punto decidemmo di ricorrere al Tar».  Ieri, però, il ministero ha informato i legali di aver annullato quel parere negativo e di aver detto alla Capitaneria di riaprire il procedimento. «È un'indicazione importante - commenta il legale - che il ministero fornisce anche in chiave futura. Significa che la linea potrebbe essere cambiata, anche in considerazione del decreto legge appena approvato, e che si apre alla possibilità di cedere quella parte di spiaggia ai privati».  Ma che cosa succederebbe se il ministero dicesse sì alla sdemanializzazione? «In pratica - spiega Pardini - quell'area tolta dal patrimonio statale verrebbe messa all'asta, ma con una differenza sostanziale rispetto al decreto Tremonti: il diritto di prelazione per il concessionario attuale. L'offerta più alta per l'acquisto del terreno potrebbe essere pareggiata dal titolare dello stabilimento, che così si assicurerebbe la proprietà». Da non trascurare il fatto che il Comune potrebbe esercitare un diritto di opzione sul bene sdemanializzato. Se lo facesse, il bagno dovrebbe riprendere la concessione dal Comune o chiedere il diritto di superficie.  «Notizia che apre degli spiragli». Per Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale della Fiba Confesercenti, si tratta di «una novità interessante che apre spiragli finora ignoti. È chiaro che in un momento così buio una via d'uscita è ben accetta, anche se bisogna vedere come verrà applicata nella pratica».  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze