Il Tirreno

Versilia

Un rimpastino? Non è probabile

Alberto Corsetti segretario del Pd versiliesi
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Alberto Corsetti segretario del Pd versiliesi

Corsetti (Pd) chiede al centrodestra di lasciare il Comune

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 VIAREGGIO. Un altro rimpastino in giunta. La voce gira, ma ne girano tante sulla Lunardini band, che è anche difficile stargli dietro. Di sicuro - e al di là del voto in Provincia - non sembra un rimpastino la medicina per ridare slancio all'amministrazione. A parte che per qualcuno basterebbe qualche falciatrice, visto lo stato dei nostri parchi, il rimpasto chi premierebbe? Nel centrodestra la corsa sembra essere più ad uscire che entrare.  Sulle vicende elettorali interviene Alberto Corsetti, segretario versiliese del Pd lanciando nuove frecciate a Lunardini.  «La tornata elettorale delle amministrative ha dato il segnale - scrive l'esponente del Pd - che la popolazione è stanca del modello di governo di centrodestra e comincia a credere nella possibilità che il centrosinistra possa governare il Paese e risolvere i suoi gravi problemi.  «In Versilia la vittoria di Stefano Baccelli è stata schiacciante a dimostrazione di una campagna elettorale convincente sui temi di questo territorio e di 5 anni di buon governo della Provincia. Il Partito Democratico della Versilia (27,38%) è il partito più votato con importanti primati a Viareggio (29,58), Massarosa (29,34%) e Stazzema (33,8%) oltre ad un interessante risultato su Camaiore dove mostra di avere le carte in regola per affrontare e vincere, con una coalizione ampia,le prossime elezioni comunali del 2012.  «Il risultato esaltante di Ettore Neri a Seravezza evidenzia invece che saper governare e affrontare i problemi di un territorio, con lo sguardo alle tematiche comprensoriali e regionali, è un modo serio ed efficace per elevare la qualità della realtà versiliese. Il risultato di Viareggio, di tutto il centrosinistra (56,98%) anche senza il valore aggiunto del nostro Presidente della Provincia che ha ottenuto il 58,49%, dovrebbe far riflettere l'amministrazione Lunardini sul proprio fallimento, ormai certificato anche dagli elettori».  Certo a Lunardini non fa piacere che il primo a criticarlo sia stato lo stesso candidato Pdl alla Provincia Gabriele Brunini.  «Devo dire - aveva detto lunedì a caldo - che questo risultato mi ha sorpreso non poco. Non voglio apparire presuntuoso, ma ero convinto di vincere addirittura al primo turno».  Poi la stoccata a Viareggio e a Lucca: «Non ci hanno favorito certe situazioni locali che si sono verificate in alcuni grandi comuni. Il nostro elettorato ha protestato non andando a votare o non scegliendo le nostre liste. Nessuna delle nostre liste».  Insomma i buoni segnali registrati da alcuni esponenti della giunta li ha intravisti solo il trombettiere della giunta Lunardini.  Il primo cittadino che è stato invece tacciato da Massimiliano Simoni (Futuro e Libertà) come «il peggior sindaco nella storia di Viareggio».  Parola pesanti che ormai vanno oltre la semplice polemica politica. Parole che segnalano una progressiva perdita di autorevolezza della giunta e soprattutto del sindaco. E questo non è un bene - da qualsiasi parte si gira la vicenda - per la nostra città.  Intanto ieri sera, in piazza Margherita, il partito democratico ha festeggiato la vittoria di Stefano Baccelli. Fra due anni, a Viareggio, si torna al voto. Più che la festa, per il Pd urge trovare un candidato. C.B.

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