Proteste
Number One, addio e polemiche
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CHIUSURA CON RABBIA. Giulio Zanni di fronte al «Number One» che ha gestito per 35 anni: «Ringrazio tutti i miei clienti» Giulio Zanni: «La Passeggiata ostaggio dei concessionari»
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VIAREGGIO. Ieri ha riconsegnato con la morte nel cuore le chiavi del negozio che ha gestito in prima persona per oltre trent'anni nel tratto più frequentato della Passeggiata. Perché «Number One», storica insegna della città sorta nel lontano 1952 come «Galleria del disco», era qualcosa di più di un semplice, banale negozio di dischi. Era diventato un ritrovo e un punto di riferimento per i tanti appassionati di musica - giovani e ormai ex giovani - cresciuti a pane e 45 giri. E non c'è viareggino che almeno una volta non si sia dato appuntamento con gli amici o con la ragazza «davanti a Number One». Ma se l'ennesima saracinesca della Passeggiata si chiude malinconicamente per lasciare spazio ad una nuova catena di abbigliamento (si parla di Zara, marca spagnola destinata a fagocitare anche il cinema Eolo), questa volta non lo farà sotto silenzio. Perché ora che è tutto finito, Giulio Zanni - che fra dischi prima e cd dopo ha trascorso ben oltre metà della sua vita - è intenzionato a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. In primis contro i grandi concessionari della Passeggiata, che sono i veri padroni del salotto buono della città. «Quando mi è scaduto il contratto - spiega Zanni - ero pronto a sedermi intorno ad un tavolo per ridiscutere l'affitto che comunque già era di 21mila euro l'anno. Ma non me ne è stata data neppure l'opportunità. La famiglia Bertuccelli-Migliorini aveva ormai deciso di sfrattarmi e non c'è stato niente da fare. Malgrado il terreno su cui insiste il negozio sia di proprietà del Comune e nonostante il Comune ricavi dalle concessioni un introito assai modesto, i titolari delle concessioni fanno il bello e cattivo tempo. E poi si dice della Bolkestein...». Ma non è tanto questo a mandare su tutte le furie Zanni. «Il vero problema, però, è che per certe persone non esistono norme da rispettare. Il capitolato della Passeggiata prevede ad esempio che una attività commerciale non possa stare chiusa per più di dodici mesi ininterrotti pena la revoca della concessione. E invece ci sono esempi di negozi che sono stati chiusi più di un anno senza che l'amministrazione comunale abbia preso alcun provvedimento. E ancora. Il capitolato della Passeggiata prevede che, salvo rari casi, i concessionari debbano gestire in prima persona l'attività ricavata all'interno del bene pubblico. Sono di pubblico dominio, invece, i tantissimi casi di concessioni date in affitto a terzi. E in molti casi a cifre esorbitanti. Se però un cittadino "normale" lascia l'auto nel parcheggio a pagamento dieci minuti oltre il limite, allora scatta puntuale la multa. Evidentemente ci sono norme che si fanno rispettare ed altre che invece nessuno applica». Il titolare di «Number One», però, prima di chiudere la sua esperienza commerciale, ha voluto mettere nero su bianco le sue accuse. «Ho presentato una diffida formale all'amministrazione comunale perché faccia applicare le norme previste nel capitolato della Passeggiata. Sperando che la mia non sia una battaglia contro i mulini a vento...»
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