Il Tirreno

Versilia

Muore tre ore dopo le dimissioni

Matteo Tuccini
<b>EMERGENZA.</b> L&#146;ingresso del pronto soccorso del Versilia
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EMERGENZA. L’ingresso del pronto soccorso del Versilia

La donna, 67 anni, era andata al pronto soccorso per problemi respiratori

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 VIAREGGIO. Respirava a fatica da almeno quattro giorni. «Aveva come un affanno», racconteranno poi i familiari.  Così Annamaria Doretta Ricci, 67 anni, di Camaiore, ha deciso di recarsi lunedì pomeriggio al pronto soccorso dell'ospedale Versilia per capire cosa c'era che non andava. Dopo averla sottoposta a una serie di esami fino a tarda sera, il medico ha deciso di dimetterla. Ma, mentre aspettava che i familiari venissero a prenderla, Annamaria Ricci si è sentita male nella sala d'attesa del pronto soccorso.  Le sue condizioni sono apparse subito assai complicate. I sanitari hanno fatto il possibile per aiutare Annamaria, ma non c'è stato niente da fare: è morta poche ore dopo, nel cuore della notte. E ora sul caso indagano i carabinieri.  L'inchiesta. I militari, assieme ai colleghi del Nucleo antisofisticazioni di Livorno, hanno sequestrato le cartelle cliniche che sono ora a disposizione della Procura. Domani sarà eseguita l'autopsia sulla salma dal medico legale Stefano Pierotti, in modo da far emergere le cause della morte. Al momento l'ipotesi più probabile sembrerebbe quella di un infarto.  Anche l'Asl, come informa il direttore sanitario Antonio Latella, ha avviato un'inchiesta interna «per capire - spiegano i vertici - se il percorso clinico è stato corretto». Nel frattempo arriveranno gli ispettori della commissione rischio clinico della Regione.  «Quadro clinico atipico». È proprio il direttore Latella a ricostruire la giornata di Annamaria Ricci, spiegando che si è trattato di «un caso complesso, su cui anche noi stiamo facendo tutte le verifiche e gli approfondimenti necessari. Perché al momento delle dimissioni nulla, secondo quanto emerge dai resoconti medici, faceva presagire un peggioramento delle condizioni».  «Sono circa le 14,30 di lunedì - dice Latella - quando la paziente si presenta al pronto soccorso dell'ospedale con una sintomatologia dispnoica». In pratica, col termine "dispnea" si indica la difficoltà respiratoria, che può provocare anche quel fenomeno che induce la persona ad avere, per così dire, "fame d'aria".  «La paziente è stata sottosta a numerosi esami - dice Latella - oltre ai prelievi di sangue sono stati eseguiti l'elettrocardiogramma, la Tac del cranio e la radiografia del torace. In un quadro clinico assolutamente atipico, l'unico valore emerso che faceva emergere sospetti era quello dell'emogasanalisi, che indica le percentuali di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Per il resto, la donna non accusava dolori né sintomi particolari».  «C'era un segnale di miglioramento». Nel corso dell'ultimo controllo, sostiene l'Asl, il quadro clinico - compresa l'emogasanalisi - appariva in miglioramento. «Alle 22 anche il valore che prima aveva meritato ulteriori approfondimenti - dice il dottor Latella - veniva giudicato in fase di normalizzazione. A quel punto il medico di turno ha deciso di dimettere la paziente».  Annamaria Ricci si è così sistemata in sala d'attesa. Mentre aspettava che i familiari la venissero a prendere, ha accusato un malore. «Non appena i medici e gli infermieri sono intervenuti - dice il direttore sanitario - la situazione è apparsa molto seria». Annamaria è deceduta intorno all'1, cioè 3 ore dopo le dimissioni dall'ospedale.  Inchiesta interna. La direzione ospedaliera ha fissato una riunione con alcuni specialisti per verificare le procedure seguite dai medici che hanno visitato Annamaria Ricci. Ovviamente anche l'Asl vuole vederci chiaro, in modo da appurare se ci siano state mancanze.  «In questo momento non possiamo ancora sapere quale sia stata la causa della morte - conclude Latella - Un infarto? È possibile, ma bisognerà attendere l'esito dell'autopsia. Nel frattempo noi esamineremo il caso in tutti i suoi aspetti».  

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